Il vendicatore di Corbilleres - la poupeè sanglant - l'automa insanguinato.

Pubblicato il da anni70-latvdeiragazzi

Scommetto, e sono abbastanza sicuro di vincere, che chi, magari per pura fortuna,  si imbatterà  in questa pagina, trasalirà riconoscendo le immagini di questo sceneggiato. 

Io, l'ho cercato in rete per anni senza trovare nulla, feci anche una domanda sul  vecchio forum di Pagine70 ma quello  che ricordavo era una storia con una specie di Barbablù... Landrù... forse .... Quasimodo.
Ricordavo una villa con un grande portone.... ricordavo un personaggio deforme che aveva una collezione di seni di donne adagiati  su dei piatti... quelli scampati al forno in cui le cuoceva... un camino con del fumo nero.
Insomma non ricordavo quasi niente... e quel poco che ricordavo, guardando poi lo sceneggiato, ho scoperto che era anche sbagliato.

Qualcuno qualcuno in rete suggerì un titolo: La Poupée sanglante e finalmente Santa Internet fece apparire le prime immagini e i primi filmati in francese e finalmente un altro brick in the wall fu messo.

Un forum vicolo stretto , riuscì a collegare una sua traccia audio in italiano su video francese e caricò alcune  puntate in italiano e poi, finalmente, su youtube comparirono le sei puntate complete in italiano.

Il vendicatore di Corbilleres è' la storia di un poeta ingiustamente accusato di una serie di brutali omicidi commessi in una piccola cittadina d’oltralpe. La sfortuna di quest'uomo che in qualche modo ne ha determinato la morte era quella di avere una bruttezza veramente singolare, ecco perchè ricordavo Quasimodo.

Dopo essere stato ghigliottinato, il suo cervello viene impiantato in un automa dalle sembianze bellissime. Con questa nuova identità riuscirà a smascherare il vero colpevole, il marchese (dedito addirittura a pratiche di vampirismo). 

Qui sotto la trama completa perchè questo sceneggiato  è stato visto per voi da chi scrive e che vi consiglia di vederlo in originale solo se siete amanti del vecchio stile televisivo, della recitazione lenta e teatrale e armati della solita "benevolenza" con cui vanno affrontate certe vecchie visioni. Attenzione: il finale è completamente spoilerato...sappiate fermarvi in tempo se non volete conoscerlo .

Attenzione, tra pochissimi giorni pubblicherò la trascrizione per chitarra della sigla dello sceneggiato.

 

http://www.vicolostretto.net/immagini/Corbi14.jpg

Benedicte Masson (Jean-Paul Zehnacker)

http://www.vicolostretto.net/immagini/Corbi5.jpg

Gabriel (Ludwig Gaum)

 
Il vendicatore di Corbilleres (La Poupée sanglante)(1976) 


Regia di 
Marcel Cravenne 

Scritto da: 
Gaston Leroux (novel) 
Robert Scipion 

Musiche originali di 
Betty Willemetz 

 

SCENEGGIATO-RACCONTO

 

puntata 1 e 2

Bénédict Masson è un rilegatore di libri e non si può definire decisamente un bell’uomo. Anzi la sua immagine sgraziata, gobba e cigliuta, sarà  proprio la causa delle sue disavventure. Dalla sua bottega egli spia la bella Christina e il suo bel fidanzato Jacques che è un brillante chirurgo e scienziato. 

La ragazza vive con il padre orologiaio che si diletta, tra ingranaggi e bottoni, a fare l’inventore.

Un giorno Christine si reca nel laboratorio di Masson  con qualche libro da rilegare e qui, i due si scoprono affini nell’amare la poesia anzi, la ragazza confessa all’uomo di avere l’impressione di conoscerlo bene attraverso un libro di poesie, che lo stesso aveva scritto.

Nella stessa giornata, si presenta nel negozio un commissario della polizia, alla quale Masson aveva denunciato la scomparsa di ben sei donne. Queste erano tutte  apprendiste  che l’uomo portava nella sua casa nella campagna di Corbilleres per insegnare loro il suo mestiere. 

Nonostante la particolare coincidenza e, pur  sospettando  di lui,  il commissario non ha però alcun elemento valido per poterlo incriminare e si limita a piccole, semplici insinuazioni e domande, giocando come il gatto con il topo.

La sera stessa, sempre spiando dalla sua finestra quella di Christine, vede quest’ultima in atteggiamenti particolarmente intimi con un bell’uomo alto e dai capelli biondi. Ma assiste anche alla scena successiva, quando il padre di lei, furioso, aggredisce e uccide il bell’uomo con un bastone facendolo cadere giù dal balcone. Sul posto accorre anche Il di lei fidanzato che, senza scomporsi forse proprio confidando nelle sue grandi capacità di scenziato, la abbraccia dicendole “vedremo di rimediare” scende giù a raccoglierlo.

Il giorno dopo, incuriosito e preoccupato dell’accaduto ma senza esporsi troppo nel chiedere, Masson si reca a casa della ragazza che lo accoglie con il suo solito radioso sorriso, come se niente fosse accaduto. 

Lei, scoprendosi sempre più attratta dalla personalità gentile e amabile di Masson chiede all’uomo di accompagnarla al castello Coulteray dove è stata invitata della Marchesa per farle un busto in argilla e dove non si sentirebbe a proprio agio ad andarci da sola.

La Marchesa di Coulterey è una donna dall’aspetto gracile, emaciato, quasi etereo. È convinta di essere in pericolo nel suo stesso castello ma non riesce a definire bene quale sia la fonte di quel pericolo. È ipocondriaca ed è assistita giorno e notte da camerieri indiani che la accudiscono si prendono cura di fornirle le adeguate cure, insieme al Marchese che la ama ed è in apprensione per lei.  

 

Eppure lei, in preda ad un suo delirio paranoico che evolve giorno dopo giorno, non si fida di nessuno, neanche dello stesso marito che, anzi, le incute terrore, tanto da supplicare a Benedict e alla ragazza di non lasciarla sola in casa, quando possibile.

In una di queste visite al castello i due soccorrono la marchesa, ormai quasi del tutto priva di forze a letto ed ascoltano la sua ennesima farneticazione:

- “ecco, guardate qui. Sul braccio, il mio sangue che cola (…) non mi sono punta con una spina di una rosa. Non sono una pazza furiosa, monsierur Masson, ho gridato quando mi ha morso lui” 

- “ma come è andata esattamente?”

 - “mi ha morso quando non era ancora nella stanza, perchè è il diavolo. (…) Può mordere a distanza”

Bénédict, nel fine settimana ritorna nella sua casa di campagna portando con se una nuova stagista. Egli è osservato dalla sospettosa gente del posto che è convinta che lui sia in realtà un assassino che avrebbe ucciso e fatto a pezzi le donne sparite, proprio come Barbablù (soprannome del serial Killer Landrù). Chi più di tutti lo accusa è Violette, un uomo del posto con il quale, più tardi, Bénédict avrà uno scontro verbale proprio sull’argomento.

Al suo ritorno in città incontra nuovamente Christine e la ragazza lo mette al corrente di uno strano accadimento al castello della marchesa. In quest’occasione Bénédict le chiede  chi fosse l’uomo che era stato ucciso il giorno ma lei le supplica di non dire niente a nessuno e di aver pazienza fino al giorno in cui gli avrebbe potuto spiegare tutto. Le confidenze, l’atmosfera intima e le parole delle ragazza “un uomo non ha bisogno di essere bello per essere amato” danno il coraggio all’uomo di avvicinarsi al viso della donna sperando di ricevere da lei un bacio ma lei, che pure in un primo momento sembrava essersi abbandonata alla possibilità di ricevere quel bacio, come se si risvegliasse da un sonno ha una reazione come di disgusto e si allontana. Bénédict, scosso, le stringe le mani attorno al collo togliendole il fiato per alcuni secondi poi scappa via piangendo e urlando il suo nome. 

 

puntata 3 e 4

 

Bénédict è ancora turbato dall’accaduto, nella sua casa di campagna, e con i suoi modi spaventa e fa scappare via le  sua giovane apprendista. 

Nel frattempo Christine riceve una lettera dalla marchesa:  “aiutatemi, adesso lui mi morde attraverso i muri”. Infatti la marchesa, sempre più magra e pallida,  mostrerà alla ragazza e al suo fidanzato chirurgo, un piccolo forellino proprio sulla parete da cui arriverebbero i “morsi”. Ispezionando la stanza il giovane medico troverà un attrezzo chirurgico usato proprio per fare prelievi di sangue da lontano agli animali. Quando i due ritorneranno al castello, qualche giorno , scopriranno che la marchesa è stata precipitosamente portata via dal marito nella sua tenuta vicino Corbilleur.

Christine decide di coinvolgere nuovamente il legatorista e si reca a Corbilleur ma arrivata fuori casa sua scopre in cadavere di un uomo, Violette, e giunta al portone di Bénédict trova l’uomo, con le mani imbrattate di sangue,  intento a bruciare parti di cadavere di donna nel forno .

Oramai i casi delle misteriose sparizioni sono spiegati e  Bénédict,  di fronte al giudice, non tenta neanche di giustificarsi, nonostante il serio rischio di essere condannato alla ghigliottina.  La puntata termina con il fidanzato di Christine, che che convinto che   Bénédict sia innocente, lo raggiunge in carcere per farlo parlare ma non riuscendovi gli fa una misteriosa proposta.

 

Nel frattempo la marchesa di Coulteray muore e il marito, affranto, la seppellisce come stabilito all’interno della cripta di famiglia. Di notte, Christine e Jacques, che dopo il funerale, avevano alloggiato nella tenuta del marchese, si accorgono di una figura spettrale che si aggira per quei luoghi.

Bènèdicte Masson viene condannato e ghigliottinato alla presenza di un piccolo gruppetto di persone. 

Nel paese, mentre le malelingue hanno modo di sfogare le loro curiosità e le loro malignità sull’ormai defunto mostro  di corbilleres, compare  il bell’uomo alto e dai capelli biondi che sembrafa fosse stato ucciso dal padre di Christine all’inizio della storia: Il suo nome è Gabriel e le sue intenzioni ancora oscure tanto che rapisce Christine e la porta nella casa di Benedicte.

 

puntata 5 e 6 (Spoiler… vi ho avvertito)

 

Jacques è oramai sulle tracce del rapitore, ma il padre di Christine si rivolge alla polizia raccontando tutta la verità: Gabriel non è altro che un automa senz’anima in cui  è stato impiantato il cervello di Benedicte. La gente impaurita lo chiama “l’automa insanguinato”.

ma il rapimento della giovane, di cui Gabriel è innamorato non dura a lungo, superata la paura iniziale infatti i due decidono di indagare sulla reale fine della marchesa di Coulteray e della sua comparsa come fantasma.

L’automa si fa invitare nel castello del marchese per un the e scopre che il mandante, ad opera di una setta indiana presente all’interno del castello, dell’attacco contro di lui qualche sera prima è proprio il marchese.

Qualche giorno dopo il marchese fa rapire Christine per essere sottoposta alla stessa procedura a cui era sottoposta la marchesa: il prelievo di sangue per essere usato in rituali indiani dedicati alla Dea Kalì ed ottenere la vita eterna. 

Gabriel riesce a liberare la ragazza e a portarla fuori ma la sua “carica” di robot si stà esaurendo e si spegne, immobilizzandosi. Per essere riattivato occorrerà ritrovare la chiave che prima, il fidanzato di Christine aveva fatto cadere nel tentativo di liberare lei dall’automa.

 

Oramai Jacques ha capito tutto. I piani del marchese e della sua setta, l’innocenza di Benedicte, lo scopo di Gabriel. Organizza allora,  per il giorno dopo, una trappola ai danni del marchese.

La Marchesa di Coulterey in realtà non era veramente morta ma era caduta per alcuni giorni in uno stato di catalessi. Convinta di essere diventata una vampire si risvegliava nel cuore nella notte apparendo come fantasma alla gente del luogo. 

Jacques, che aveva compreso dopo pochi giorni questa strana situazione,  l’aveva tolta dalla bara e portata in una casa sicura fino a quando la donna non si fosse ripresa completamente. 

Al funerale, la donna oramai completamente guarita e cosciente, torna a fingersi fantasma per spaventare i presenti ed il marito, il quale… braccato anche da Gabriel che ha ripreso a funzionare sempre grazie al giovane chirurgo, e arretrando cade all’indietro e battendo la testa su un marmo di una tomba e muore.

 

Tutte le cose sembrano essere tornate al loro posto, ora Christine dovrà scegliere tra il suo fidanzato Jacques e Gabriel Masson, di cui nel frattempo si era innamorata. Raggiunge quest’ultimo, nella luce di un romantico tramonto, sopra la scogliera dove l’uomo era solito rifugiarsi.

Qui, Gabriel, spiega che non “si può amare un puro spirito”, come lui si ritiene perche sa, alla fine, di essere soltanto uno spirito inserito in un involucro senz’anima di robot. “io sono un meccanismo, ma sono anche una mente, ma una mente che gira a vuoto”. 

Con queste parole il robot implora la donna di andare via e di lasciarlo solo … e quando lei, allontanandosi i abbastanza da non sentirlo sussurrare “ti amo”, smette di guardarsi indietro, lui si lancia nel mare che è sotto frantumandosi in mille ingranaggi da orologiaio.

Inutile dire che tutti gli omicidi di cui era stato accusato Benedicte furono compiuti, ovviamente, dal marchese… sempre per soddisfare le richieste della dea Kalì.

 

 

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G
Per un tempo è stato caricato integralmente su YouTube.
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M
ciao,
ho cercato :" Gabriel personaggio telefilm anni '70" , e l'ho trovato subito. Non ricordavo altro.
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C
https://www.youtube.com/watch?v=OJr0sFHDIik&t=4022s
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A
GRAZIE per la segnalazione Carlo. : ) : ) : ) Corro a vedere tutte le puntate e poi aggiornerò il post. : ) : )
F
Come sono arrivato qui?
Cercando proprio il titolo e beccato al primo tentativo. Ma gia' fatto in pasato.
La nostalgia e' tornata dopo aver rivisto parte del film IL FIACRE N 13, ed averne acquistato il libro insieme a LA PORTATRICE DI PANE...
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F
Bellissimo sceneggiato che vidi con grande partecipazione.
Da sempre appassionato del romanzo d'appendice dell'ottocento, in primis IL CONTE DI MONTECRISTO.
Mi piacerebbe rivederlo...sicuramente lo vidi la sera sulla RAI
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