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3 luglio 2011 7 03 /07 /luglio /2011 14:39

Riporto dalla Garzantina Televisione di Grasso:


"Avventure di Calandrino e Buffalmacco, Le. Programma per la TV dei ragazzi (dal 4 giugno 1975, mercoledì fascia pomeridiana. Programma Nazionale). Regia Carlo Tuzii. Sceneggiatori. Piero Pieroni e Carlo Tuzii. Interpreti: Ninetto Davoli, Antonello Campodifiori, Piero Viga, Maria Monti, Gino Pernice. Nino Bigmanini. Scenografia: Giorgio Bartolini. Musiche: Teo Usuelli.

 

Le novelle del Boccaccio ispirano questo racconto sceneggiato in sei parti. Sullo sfondo della Toscana medievale, vengono narrate le comiche avventure del furbo Buffalmacco e dello stolto Calandrino."

 

Fino a oggi non esistevano immagini di questo sceneggiato ma finalmente è uscito qualcosa su http://archiviofoto.unita.it/


 showimg2.jpg

showimg2-1.jpg

 

Su pagine70 c'è una discussione in cui si dice: "Andava in onda il mercoledì pomeriggio nella fascia per i ragazzi, probabilmente c'era un intento didattico, in realtà i contenuti erano più profondi e sfuggivano a un pubblico di minorenni...ricordo, per esempio, che Calandrino, Buffalmacco e Bruno (in realtà i protagonisti erano tre, Bruno era complice di Buffalmacco nelle burle a Calandrino) finiscono in un paese dove si fa tutto il contrario della norma e dove non ci sono regole. I tre si danno alla pazza gioia, ma poi si rendono conto che in un paese del contrario quando uno si diverte allora è triste e concludono che è meglio il resto del mondo, dove quando ci si diverte lo si fa davvero. Tra le burle, ricordo quella in cui Buffalmacco e Bruno fanno credere a Calandrino di aver raccolto una pietra dell'invisibilità. I due complici all'improvviso fingono di non vedere più Calandrino e lo bersagliano di sassate con frasi del tipo "...se ora Calandrino fosse qui gli lancerei questa pietra in testa, così!", mentre lo sciocco tace per non tradire la sua presenza! "

 

 

Uno dei protagonisti era il caprone Platone.

 

 

 

 

 

ecco una breve trama dal sito multimediadidattica

 

 

 

 "Calandrino e l’elitropia"

 

 

A Firenze, un "dipintore" chiamato Calandrino ha per amici altri due "dipintori": Bruno e Buffalmacco, uomini molto più furbi di lui e che spesso lo prendevano in giro approfittando della sua stupidità.

Trovandolo nella chiesa di S. Giovanni ad osservare il Tabernacolo coinvolgono in un crudele scherzo. Maso, un altro amico, illustra a Calandrino le virtù delle pietre preziose che si trovavano in terre lontane come la famosa terra di Bengodi nella quale si legavano le vigne con le salsicce e vi era una montagna di formaggio parmigiano grattugiato sopra la quale vi erano persone che cuocevano maccheroni in brodo di cappone e li buttavano giù. In questo paese vi era ovviamente un fiume di vernaccia.

Molto interessato Calandrino chiede dove fosse tale paese. La risposta di Maso conferma i dubbi dell’uomo: è lontano più di "millanta" miglia, "più là che Abruzzi".

Comunque pietre preziose si trovano anche vicino la città: nel Mugnone. Fra queste pietre vi è l’elitropia, la pietra che dona l’invisibilità.

Alle tre del pomeriggio ("ora della nona") Calandrino propone a Bruno e Buffalmacco di cercare la famosa pietra (nera) che avrebbe dato loro la ricchezza. Concordano di andare al Mugnone la domenica mattina.

Arrivati sul posto Calandrino raccoglie tutte le pietre nere che trova e, verso l’ora di pranzo, è così carico di pietre che quasi non ce la fa più a camminare.

I due amici iniziano a fingere di non vederlo e Calandrino non parla per non far scoprire loro di aver trovato la pietra che dona l’invisibilità.

Lo prendono anche a sassate.

Il colmo della beffa: mentre Calandrino torna in città nessuno lo saluta, quindi egli non ha dubbi circa la sua invisibilità.

Arrivato a casa Monna Tessa, la moglie, lo rimprovera perché ha fatto tardi per il pranzo. Calandrino picchia la moglie. Spiegherà agli amici di essere molto sfortunato: aveva trovato l’elitropia ma sua moglie ne aveva annullato la virtù perché le donne, è risaputo, fanno perdere la virtù a tutte le cose.

 

PERSONAGGI

Il Boccaccio non ha descritto l’aspetto fisico dei personaggi eccezion fatta per Monna Tessa, ma le informazioni date nella novella sono sufficienti; risulta facile immaginarli.

  •  
  • CALANDRINO, uomo del popolo ignorante ma soprattutto credulone e sciocco, si distingue dalle figure presenti nelle altre novelle perché la sua comicità non è data dalla sua stoltezza bensì dal fatto che egli vuole essere scaltro. Egli pretende di volgere a suo vantaggio quella che è una beffa e, cosa peggiore di tutte, non ha neanche capito di essere stato beffato. Una figura realmente meschina e negativa.
  •  
  • GLI AMICI, uomini perdigiorno, senza una particolare moralità, anche loro sono più sciocchi di quanto non credono; il loro scherzo si rivela un dramma ma continuano a ridere senza pietà e senza rivelare nulla allo stesso Calandrino.
  •  
  • La povera Monna Tessa, l’unica figura positiva della novella che non può opporsi alla furia del marito e che viene crudelmente percossa a causa della stupidità non solo di lui ma anche e principalmente degli amici del marito. È la dimostrazione del livello di soggezione che le donne medievali avevano in una società guidata dall’uomo.

 

DIMENSIONE SPAZIO-TEMPO

La narrazione, si svolge in tre quadri ambientati in luoghi e tempi diversi:

  •  
  • A Firenze nella chiesa di S. Giovanni al mattino.
  •  
  • Al Mugnone, la domenica mattina.
  •  
  • Nella casa di Calandrino subito dopo l’ora di pranzo.

 

 

 

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Pubblicato da anni70-latvdeiragazzi
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