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2 maggio 2011 1 02 /05 /maggio /2011 18:32

Il tesoro del castello senza nome (Les Galapiats) è una miniserie televisiva di coproduzione Francia-Belgio-Canada  girata nelle foreste delle Ardenne  Belghe nel 1967. Fu mandata in onda in Francia nel 69 a colori ma in italia fu visto in bianco e nero nel 1972.

Ho letto da qualche parte che la storia di questo telefilm sarebbe basata su un fatto veramente accaduto di due ragazzini che da solo avrebbero catturato dei pericolosi banditi, ma non ricordo dove. Poco male, siccome ho intenzione di fare un atro articolo sull'argomento... vedrò di ritrovare poi quell'informazione.

Comunque, lo confesso, forse... non ne sono sicuro, insomma... non saprei dire se questa serie l'ho vista da piccolo o no. Su wikipedia c'è scritto che arriva in Italia nel 1972 e a quell'epoca avevo cinque anni. 

In ogni caso, l'ho rivista di  recente e ho colmato quel vuoto che un vero amante delle cose anni '70 non dovrebbe avere.  Qui ne voglio fare una recensione.

 

 

Innanzitutto ogni puntata dura appena 20 minuti: grande cosa, altri tempi: altro che Harry Potter che dura tre ore e va visto con flebo al braccio.

 


Parte la sigla e subito mi sento addosso la responsabilità di quello che sto per fare. Sto per vedere un telefilm che è impregnato nel tessuto dei ricordi di parecchi degli iscritti qui e in altri siti e non avendolo mai visto prima so di partire svantaggiato... senza quella necessaria "benevolenza" che si ha quando si vedono certi film con gli occhi da bambino.
L'immagine mi appare subito antica, con la grana grossa e graffiata delle vecchie pellicole 35 mm con i colori virati leggermente sul rosso.

La musica, una cavalcata di trombe e rullanti, mi fa pensare appunto ad una storia avventurosa, ad un Robin Hood di Ellroy Flynn o a un cappa e spada alla "tre moschettieri".


Prima puntata

Jean-Loup (Philippe Normand) è il primo dei protagonisti che incontriamo.  

 

 

I genitori gli annunciano con dispiacere che per la prima volta e non per loro volontà, dovrà fare le vacanze da solo.  

Per poco il ragazzo non spara i fuochi d'artificio dalla gioia (poveri genitori, categoria di cui faccio parte da quasi otto anni e con la quale sodalizzo pienamente)

A campo verde, la colonia di montagna in cui viene spedito il ragazzo, si cominciano a stringere le prime amicizie e noi incominciamo a conoscere gli altri protagonisti della storia tra cui il "cowboy", il capo dei "cinghiali" (non gli animali... ma la "banda dei...").

 


Ecco che riconosco la voce di uno dei ragazzi: è quella di Brandon di Beverly Hills alias Marco Guadagno.
In una scena successiva un ragazzino cicciottello leggeva un libro con illustrazioni di "Bicot" una serie a fumetti americana creata da Winkle Martin.  

 

 


Per entrare nella squadra del "cowboy" il protagonista dovrà subire una specie di iniziazione che in realtà erano, in pratica, veri atti di "nonnismo" (ma allora nessuno se ne accorse... come cambia la prospettiva) come la lotta con le bolas messicane o lo scontro dei samurai con le bici. Piccole inezie che potrebbero mandare un bambino in ospedale e per cui ogni genitore che lo scoprisse rabbrividerebbe.

Ma, per fortuna durante questi accadimenti c'è un allegro motivetto con lo xilofono che ci fa sembrare la scena molto meno pericolosa, anzi, decisamente epica.
Il massimo è la corsa in go-kart con tre giri ad occhi bendati (e i genitori sempre ignari!!!)
Il telefilm finisce con una cordata di ragazzini che scalano una ripida montagna e non posso non ripensare a mia madre che in prima media ancora aveva paura a mandarmi a scuola da solo, anche se questa era distante neanche 700 metri.

Seconda puntata

Iniziamo bene: uno dei ragazzi cade dalla montagna di cui abbiamo già parlato e quasi si sfracella. Ne avrà per 8-10 giorni.
Ed eccoci al primo mistero del telefilm: perchè mai un esimio professore dovrebbe scegliere un gruppo di ragazzini per trovare un tesoro che lui stesso non è mai riuscito a trovare? Non lo so, ma è così che accade.

 

Comunque, dopo una breve, ordinaria, scazzotata con altri ragazzini incontrati nel bosco, Jean-Loup stende uno di questi che viene trasportato svenuto dal fiume (ma chi ha detto che la vita di ieri era meno pericolosa?)... quale metodo migliore per diventare tutti amiconi?

Ma il vero pericolo, per noi e per Jean Loup, viene adesso. Il rischio e di rimanere incantati dai deliziosi occhi verdi e dal visino dolce di Marion, una ragazzina dell'altra "fazione" che da quel momento si unirà al gruppo.

 

Terza puntata 

Un enigma è la chiave per trovare il tesoro dei templari. A chi non è mai capitato di sbagliare uscita sull'autostrada perchè non è riuscito ad interpretare un cartello stradale? Certamente a loro non capiterà mai.

I ragazzini in pochi minuti riescono a decifrare un complicato enigma fatto di battiti di cuore, passaggi segreti e lettere da ruotare, passando con i canotti su di un fiume sotterraneo e claustrofobico uscendo da una buca proprio di fronte al "castello senza nome".


Alcuni ragazzi vengono presi da alcuni uomini che li stavano osservando e adesso, finalmete, si entra proprio nel pieno della vicenda.

 

Puntata quattro, cinque e sei

Intorno alla quarta puntata, ahimè,  ho dovuto chiedere aiuto a quel famoso superpotere di cui parlavo prima: la benevolenza. 

Non fa niente che la base su cui si fonda questo telefilm è che dei ragazzi.. tipo boyscout, siano stati lasciati da soli alla ricerca di un tesoro in una selva oscura e abbandonata e senza nessuna presenza di un adulto. Non fa niente che affrontano pericolosi assassini come e niente fosse e maneggiano armi come se fossero flauti all'ora di musica... ma qui, mentre comincia ad affiorare il senso di avventura che è tipico degli antichi romanzi della letteratura per ragazzi, comincia anche ad arrivare un poco di stanchezza.

L'oro dei templari è stato finalmente trovato. 

Nella scena succesiva i tre ragazzini catturati e, ovviamente,  crocifissi vengono prontamente salvati dai loro amici. Poco dopo il tesoro del castello è scomparso.

Nel frattempo la gang di piccoli detectives scopre che i cattivoni all'interno del castello hanno segregato la figlia di un poveraccio, che li ha visti in faccia durante un infausta rapina, per ricattarlo. Neanche a dirlo, basta la parola  e la bambina viene salvata.

Finalmente, era ora, i giovinastri capiscono che forse... è tempo di chiamare la polizia (che ansia) ma... (perchè c'è sempre un ma), due di loro vogliono tenere d'occhio i cattivi e ritornano al castello.

Jean Loup, che si èra infilato nelle maglie di una armatura del 1400, viene catturato e buttato in un pozzo e l'altro amico, non visto, corre ad avvertire gli altri.
Il giorno dopo travestiti da "penitenti bianchi" dallo strampalano nasone rosso...

 

 http://www.cinemedioevo.net/Film2/TZ/tesorocast02.jpg

i 4 amici, con poliziotti e con tanto di banda musicale al seguito si dirigono al castello utilizzata una tecnica che non sarebbe sbagliato definire a "cavallo di troia".
 

Ultima puntata ( attenzione... spoiler)

Grazie al travestimento da "penitenti bianci" con il nasone rosso di Pegasus di Tekkaman,  i ragazzini riescono a liberare J. loup da soli  (anche se la polizia stava comodamente fuori il castello) e riescono pure a beccare altri 3 banditi.

Utilissimo sarà il lazzo del cowboy (che in questa puntata sarà usato per ben 3 volte).

Un'altro bandito  cadrà giù da un altezza considerevole (ma non si farà male più di tanto)  e il loro capo, che nel frattempo era riuscito a scappare, verrà raggiunto e salvato dalle sabbie mobili.
 

Ai ragazzi per il loro servizio spetterà una ricompensa economica importante ma, purtroppo a compimento della maggiore età (che fregatura).

Il finale romantico spetta a J. Loup che oramai si è perso negli occhi di Merion e le promette di andarla a trovare in Canada il prima possibile.

 

come ho già detto... mi ripropongo di fare un nuovo articolo di approfondimento sul Tesoro del Castello senza Nome.

 

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commenti

marcello 11/20/2016 10:33

Quanti ricordi, io avevo 5 anni e aspettavo con impazienza l'inizio del telefilm. Gli occhi di Marion mi suscitavano i primi piaceri...verso il gentil sesso...l'amavo platonicamente.....è stato il telefilm più bello...c'era tutto ...avventura ...amore....forza...caparbietà...poi la sigla era bellissima...grazie per avermi fatto rivivere quei momenti spensierati...

Maurizio 08/31/2016 00:00

ricordo una scena: i ragazzi che uscivano da una specie di tunnel di mattoni a vista ...... se esiste questo scena "incollata" nella mia memoria ci sarei anche io.

Mara 03/13/2015 17:34

da molti anni mi balzavano all'improvviso nella memoria, scene di questo telefilm, immagini, pezzi di trama che dal passato suscitavano ancora emozioni, desiderio di avventura, ma non riuscivo mai a ricordare che programma fosse, e all'improvviso eccolo qui: il tesoro del castello senza nome! grazie, grazie di cuore e complimenti per il tuo blog!!

marcello 11/20/2016 10:38

che combinazione....hai scritto il messaggio il giorno del mio compleanno il 13 marzo .Questo fu il primo telefilm che a cinque anni mi face provare le prime emozioni....

MICHELE ANNICCHIARICO 23/09/1976 08/27/2014 17:23

..IN TO COME MOVE
LIVE THE MOMENT.
KEEP AT IT !
PLUCK ON ENTICE.
" THERE IS A EVERYTHING
LIVE, IN 1 MINUTE
IN THE LOVE " !
.
.
.......................VALENTINO

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