CHI HA PAURA DI BELFAGOR?

Pubblicato il da anni70-latvdeiragazzi

Fifa matta, paura… quegli occhi… le atmosfere cupe, ma dello sceneggiato… non ricordo nulla. 

Questo è il vero mistero di questo sceneggiato trasmesso tra il 1965 e il 1966 e replicato poi più volte. Com'è possibile questa cosa?
Mi ricordo solo di un altro personaggio che è riuscito ad incutere tanta paura nei giovani del periodo, evidentemente facilmente impressionabili, mi riferisco al lupo di Ciuffettino (e dire che poi questo lupo, nello sceneggiato, neanche si vedeva!!!! Come Belfagor, appunto, che si e no si vede giusto in un paio di inquadrature per puntata)

Vabbè, cominciamo scopiazzando un poco di dati dalla rete: Belfagor ovvero Il fantasma del Louvre è una serie televisiva francese di Claude Barma in 4 puntate trasmessa in Italia dalla RAI in 6 puntate, dal 15 giugno al 21 luglio 1966, prima sul Secondo Canale, poi - gli ultimi due episodi - sul Programma Nazionale: la RAI infatti cambiò «eccezionalmente» non solo il canale di trasmissione ma anche il giorno di programmazione (dal mercoledì delle prime quattro puntate al giovedì per quelle finali).
La serie è stata replicata diverse volte: nel '66, nel '69, nel '75 e su Raitre nell '88.

L'audience della prima messa in onda nel 1965 in Francia è risultata eccezionale: 10 milioni di telespettatori su 48 milioni di abitanti, il 40% dei quali possedevano un televisore.

Il critico cinematografico Maurizio Costa in uno speciale televisivo dedicato qualche anno fa al nero padrone delle notti nel Louvre ha dichiarato: "Tutti quelli che erano bambini e ragazzi allora, sono cresciuti con la paura di Belfagor".
E ciò che accadde in Italia era già successo in Francia dove la mania, ribattezzata subito "belphégorite", durò ben oltre le quattro memorabili settimane di programmazione, quando la gente correva a casa e non vedeva l'ora di venire terrorizzata.
Un altro critico ha scritto che "Belfagor, con i suoi misteri, le sue valenze esoteriche e la sua essenza prettamente horror, rappresentò un momento di rottura che influenzò per anni il modo di fare televisione, ne sono riprova gli sceneggiati italiani anni settanta come Il segno del comando, Gamma o A come Andromeda.

La trama di Belfagor era inoltre estremamente complessa per l'epoca, complotti, sette segreti e quel misterioso fantasma che imperversava all'interno del Louvre. Chi si nasconde dietro quella maschera?"

Il film era liberamente ispirato a un romanzo scritto nel 1927 da Arthur Bernède, apparso in 59 puntate giornaliere su Le Petit Parisien, dal 28 gennaio al 28 marzo 1927.
Bernède era un popolare scrittore di pièce teatrali e romanzi che intuisce in pieno le potenzialità del cinema (nato da pochi anni, nel 1895), per il quale scriverà quasi una ventina di lavori, collaborando ovviamente all’adattamento del suo più fortunato personaggio nel film in quattro parti di Henri Desfontaines.

Il misterioso fantasma, protagonista assoluto del film, si aggira di notte nelle sale del Louvre con un lungo mantello e un copricapo nero e una maschera sul volto, guidato da un bambino (di cui non si saprà nulla nella "ricostruzione" alla fine del film, n.d.r.) che gli fa strada richiamandolo con un particolare fischio.
Suo scopo sembra essere la ricerca di un antico metallo che dovrebbe trovarsi all’interno della statua di Belfagor, la divinità caldea dell'inganno.

 

Tra gli interpreti figura un’icona del film esistenzialista francese come come Juliette Gréco nel ruolo di Luciana Borel e della sua gemella Stefania

quindi René Dary è il commissario Menardier, Franqois Chaumette l'aristocratico russo Boris Williams, Madame Sylvie nella parte di Lady Hodwyn e la giovane coppia formata da Christine Delaroche e Yves Renier, nei panni di Colette, figlia dei commissario, e Andrea Bellegarde, il giornalista-detective. Da menzionare anche il mimo Isaac Alvarez che interpretava Belfagor. 

Occorre, per completezza, citare anche il modesto e ormai dimenticato film  del 1966 La malédiction de Belphégor (La mortale trappola di Belfagor), l'inutile e sgangherato film Belfagor - Il fantasma del Louvre (definizione che trova un po tutti d'accordo in rete)  con  Sophie Marceau (il tempo delle mele)  e la serie a cartoni animati Belphègor

Ma ritorniamo a noi ed al nostro ricordo. Anzi, più precisamente al mio non ricordo. Lo sceneggiato è del 66 ed io sono del 67. Credo di non averlo mai visto, neanche nelle repliche successive.
Un ricordo legato ad esso però mi viene dai lontani anni 80: in quel periodo mi trovavo da mio nonno e vidi una scena in cui questo personaggio attraversava un fiume sotterraneo su una specie di barca e mia madre che continuava a dire ”mamma mia… Belfagor… fa proprio paura! Quegli occhi!… quegli occhi”.

Scoprii poi che si trattava di una replica di un altro sceneggiato, sempre francese, simile per certi versi nelle sue atmosfere dense di mistero, tra il thriller e il poliziesco: i compagni di Baal.

Insomma, l’unico ricordo che ho di Belfagor è un ricordo falso, ma l’atmosfera di paura che ruotava informe a questo nome, tra amici e parenti, quella me la ricordo benissimo.
Pochi anni fa mi sono procurato il modo di vedere lo sceneggiato nella sua completezza, con la solita benevolenza dovuta quando si guardano con occhi moderni le cose del passato, e con grande sforzo ho cercato di ritrovare in quelle immagini in bianco e nero quelle suggestioni che vengono suggerite da chi in quell’epoca lo sceneggiato l’ha visto davvero. Tutto il nocciolo della faccenda è proprio in questa parola: suggestione.

Già, Belfagor non si vede quasi mai. Non è neanche un fantasma. La musichetta della sigla è quasi allegra… e la trama, è un miscuglio di vari elementi tra il giallo e il poliziesco, compreso un forte richiamo all’esoterico e all’alchemico con riferimenti ai rosacrociani e al metallo di Paracelso... però, con la benevolenza di cui sopra, effettivamente, un piccolo brivido (specialmente nelle prime puntate) si riesce a provarlo.

CHI HA PAURA DI BELFAGOR?

IL TEMA FINALE DELLO SCENEGGIATO

Nel video  sono presenti il tema di apertura e quello finale. Entrambe le musiche, comprese le altre interne allo sceneggiato sono scritte da https://fr.wikipedia.org/wiki/Antoine_Duhamel.

La mia trascrizione che vi propongo è, invece, relativa alla sola musichetta finale.

Come sempre vi dico che è  una mia personale interpretazione quella che vi propongo. Quindi: non sparate sul chitarrista, anzi se fate di meglio caricate su youtube una vostra versione usando l'hashtag  #eccolamiaversione

ATTENZIONE:QUELLO CHE SUONA NEL VIDEO NON È REALMENTE UN FANTASMA!

http://briskrange.com/AGrc

si tratta di un link adfly: cliccandoci sopra si aprirà una finestra e vi verrà chiesto di aspettare cinque secondi poi comparirà in alto la parola AVANTI. Mi raccomando, ignorate le pubblicità o le eventuali installazioni che vi verranno chieste. Cliccate SOLO sul pulsante giallo in alto con la scritta AVANTI. Cliccando su di esso arriverete sul sito SONGSTER che è un ottimo sito per vedere in tempo reale le tab per chitarra.

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Raimondo 03/22/2018 17:13

Ti invio in anteprima questo mio nuovo filmato che ripercorre nostalgicamente
la Tv Disney che abbiamo visto nei lontani anni '70,secondo i miei ricordi.
TV DISNEY ANNI '70
https://www.youtube.com/watch?v=kIQOhwo-LrA