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31 luglio 2013 3 31 /07 /luglio /2013 14:00

ed ora Carosello:

1.jpg

 


-Giacomino settantino, poverino

-Poverino?
... -Non si sa che età lui abbia
... ormai risponde a malavoglia
sul divano in calzamaglia
... a fissar la cianfrusaglia.

-che cos'è la cianfrusaglia?
-son gli oggetti del passato
che non ha mai abbandonato
più che altro: antiquariato
che negli anni ha li ammassato.

-e perchè se li conserva?
-perchè lui vuole provare
grazie a questo o all'altro affare
se si riesce a consolare
e all'infanzia ritornare.

grazie all'orso Ciclamino
al pagliaccio Sbirulino
o al fumetto topolino
o ad un altro ricordino
lui ritorna giovanotto anzi... bambino

-ma allora, scusa? Perchè non compra

"MEMORIE a DISEGNI NON ANIMATI"

di Mascolo Giuseppe?


giacomino-presente.jpg

 

 

Clicca qui per vederne un anteprima e decidere se acquistarlo.


MEMORIE a DISEGNI NON ANIMATI con oltre 500 ricordi disegnati e una tabella cronologica dove segnare i vostri eventi personali.

 

 

Dello stesso autore: PULCINELLEADE

e UFO: 1999... VENDETTA O RISCOSSA?

un racconto da collocare tra le serie UFO SHADO e SPAZIO 1999.

 

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Published by anni70-latvdeiragazzi
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31 luglio 2013 3 31 /07 /luglio /2013 12:39

Nell'anno 1967 uasi in cotemporaneea con Bunasera Con (Con Carotenuto o forse Silvan)  su RAI 2, sulla rete principale della Rai intorno alle 19 andava in onda, rigorosamente in bianco e nero "Mamma a quattro ruote".

Il telefilm racconta la storia di David Crabtree, alla ricerca di una station wagon usata da adibire a seconda automobile della famiglia, decide invece di acquistare una vecchia automobile del 1928 perché si accorge che in essa si è reincarnata, addirittura,  sua madre.

Crabtree sente che l'automobile lo chiama, parlando attraverso l'autoradio, e lui è l'unico a poter udire questa voce.

 

 

 

 

 

David Crabtree è interpretato da Jerry Van Dyke ed è fratello del più famoso Dick Van Dyke .

 

http://www.sitcomsonline.com/photopost/data/784/0aScreenHunter_522_Nov_03_17_27.jpg

http://arkansasentertainershalloffame.com/home2/wp-content/uploads/2010/04/1998-Jerry-Van-Dyke.jpg

 

 Dave Crabtree era un avvocato di provincia di mezzi modesti, con una moglie, Barbara, due figli, Cindy e Randy, e un piccolo cane. Durante una visita a un negozio di auto usate per cercare un auto di seconda mano a buon mercato fu stranamente attratto da una vecchia Porter del 1928 .


http://www.remarkablecars.com/main/custom/1928-porter-1b.jpg

Con grande stupore si accorse che l'auto poteva rivolgergli la parola attraverso la radio e ancor di più fu meravigliato quando l'auto lo informò che era...  la reincarnazione di sua madreGladys.  

L'uomo comprò la macchina e, proprio come faceva con la sua adorata mamma, ogni volta che  aveva un problema visitava  il garage  si rivolgeva ad essa per chiedere consigli . Purtoppo pero l'auto parlava solo a Dave (o almeno solo lui poteva sentirla).  Oltre a interloquire con Dave, mamma Gladys riesce anche a vederlo dai fari anteriori; prima di andare a dormire, il premuroso figlio le stende una coperta sul cofano affinché non prenda freddo.


 Il cattivo della serie era il capitano Mancini, un collezionista di auto d'epoca che cercava costantemente  di trovare un modo per portare la Porter lontano da Dave.


Insieme a  Jerry Van Dyke troviamo Maggie Pierce 

http://www.sitcomsonline.com/photopost/data/784/0aScreenHunter_523_Nov_03_17_27.jpg

 

 

nei panni della moglie Barbara; Cindy Eilbacher e Randy Whipple sono rispettivamente Cindy e Randy, i figli della coppia;

 

http://www.sitcomsonline.com/photopost/data/784/MyM31.jpg

 

Avery Schreiber è il capitano Manzini, un collezionista d’auto d’epoca che vuole impossessarsi della Porter a tutti i costi.

 

http://www.deathbymovies.com/wp-content/uploads/2012/06/avery-schreiber.jpg

 

 

Qui potete vedere Avery Schreiber che enta di rubare l'auto insieme alla sempre affascinante Barbara Bain, in licenza da Spazio 1999.

 

 

 La serie, creata da Allan Burns e Chris Hayward, è prodotta da Rod Amateau, il quale compare anche come regista occasionale. Paul Hampton è l’interprete del tema musicale.

 

 

 

 

Everybody knows
 in a second life,

we all come back
 sooner or later.

As anything from a pussycat
to a man eating alligator.

Well you all may
 think my story,

is more fiction than it's fact.

But believe it or
not my mother
dear decided she'd come back.

 

As a car...

She's my very own
guiding star.

A 1928 Porter.
That's my mother dear.

'Cause she helps me through everything I do
And I'm so glad she's near.

 

My Mother the Car.
My Mother the Car.

 

Nonostante l'uguaglianza ad altri film tipo Herbie, o Dudù... un maggiolino tutto matto e simili i critici e gli spettatori adulti generalmente stroncarono lo spettacolo, spesso selvaggiamente.Tanto che nel  2002, TV Guide lo proclamò come "il secondo peggiore di tutti i tempi, dietro il  Jerry Springer Show . programma basato su litigi e botte in diretta tra i protagonisti". Infatti di Mamma a quattro ruote sono stati realizzati sol 30 episodi (i primi in bianco e nero).

 

Curiosità

Nella serie vennoero utilizzate 2 vetture.

Il corpo della macchina (finito in rosso garofano Metalflake con un top bianco) era composto da diversi veicoli tra cui una Ford modello T, una Maxwell, una Hudson e pezzi di una Chevrolet .  
Per far sembrare che la macchina era senza guidatore  (quandoera il fantasma a guidarla) il pianale posteriore veniva rimosso in modo che un secondo pilota veniva collocato fuori dalla vista del pubblico e guidasse  l'automobile utilizzando degli specchi.

 

Il produttore James L. Brooks è stato anche  produttore esecutivo dei Simpson, infatti in un episodio dei Simpson   "Lovematic nonno" ne ha parodiato l'idea di base.

 

 

 

 


 

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15 luglio 2013 1 15 /07 /luglio /2013 12:30

Com'è che sembra che pochi ricordino questo telefilm di Mel Brook? Si tratta de Le Rocambolesche Avventure di Robin Hood contro l’odioso Sceriffo (When Things Were Rotten - 1975) forse perchè non ricordo di averlo visto alla rai (ma qualcuno dice che invece è stato trasmesso) ma solo nelle TV private? Forse perche vennero prodotte solo una stagione di 13 episodi?

Il bello e pomposo Robin Hood è interpretato da Dick Gautier mentre la sua svampita Marian è Misty Rowe.

 

http://www.sitcomsonline.com/photopost/data/1510/heredickh55.jpg

http://www.heehaw.com/images/cast/misty-rowe-lrg.jpg

Anche se forse restano più impressi nela mente gli altri comprimari facente parte della incompetente banda della foresta si Sherwood quali  frate Tuck (Dick Van Patten)http://ia.media-imdb.com/images/M/MV5BMTY5MDg2NDQ3OV5BMl5BanBnXkFtZTcwMTg5OTQ4Mg@@._V1._SY264_CR93,0,214,264_.jpg e lo sceriffo  Nottingham Henry Polic II

 

http://www.magweb.com/picts/actor/163884/henry_polic_ii.jpg

 

Bernie Koppel cioà Alan a Dale (si, quello di love boat)

 

http://www.nndb.com/people/693/000023624/kopellb-55.jpg

 

Oppure il caratterista Richard Dimitri nel doppio ruolo Bertrand e Rinaldo

 

1786987.jpg

 

E eccovi la sigla:

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25 gennaio 2013 5 25 /01 /gennaio /2013 13:15

http://www.storiaradiotv.it/copertina%20sorrisi%201978%203%20furia.jpg

 

 

Furia cavallo del West è una serie di telefilm americana prodotta e mandata in onda intorno al 1955 -1960  ma In Italia il telefilm è stato trasmesso in varie repliche  dalla RAI a partire dalla seconda metà degli anni '60.

 

http://web.tiscali.it/comicsworld/immagini/furia.jpg

 

Parte del meritato successo si deve anche alla graziosa sigla italiana dei fratelli De Angeli, cantata da Mal.  

"Eppure quest'ultimo di Furia, proprio non vuol sentir parlare. Anche se si tratta di un personaggio che alle prodezze del cavallo ha legato una bella fetta della sua popolarità: e cioè l'interprete della sigla, Mal, ex appartenente al complesso dei Primitives, all'epoca all'inizio di una carriera solista. Interpellato oggi, sul significato affettivo del ritorno del celebre equino sulla nostra tv, il cantante non si lascia certo andare alla nostalgia: alla domanda "cosa le ricorda Furia?", risponde seccamente "un cavallo". Quel brano, spiega, gli ha rovinato la reputazione artistica: reduce da hit di grande successo, come la cover di "Parlami d'amore Mariù", restò poi intrappolato nell'immagine del cantore del popolarissimo Black Stallion." (citazione dalla Repubblica)

 


 


"All'epoca - racconta Mal - ero sotto contratto con la Ricordi, e quando mi proposero Furia dovetti accettare. Dopo averlo fatto non mi invitavano più a fare le serate nei locali, né mi richiedevano come ospite nei programmi del sabato sera. Ormai, per tutti ero un cantante per ragazzini: quel cavallo mi stava rovinando la vita". Della serie: la potenza devastante del piccolo schermo...

 

 

Gli episodi sono  114 episodi, anche se qualcuno sostiene che ce ne erano ben più di 150 episodi .

  L'  istruttore del cavallo  usava 10 parole chiave alle quali associava le istruzioni specifiche a seconda delle scene; nel corso della serie Furia si è avvalso di 4 controfigure per i ciak più pericolosi (una di loro, ad esempio, era specializzata nell’aprire le porte con un calcio). Lo stuntman Whitey Hughes ha indossato i camperos di
Bobby Diamond/Joey Newton nelle situazioni ad alto rischio (nei primi episodi è toccato a una ragazza, Steffi Epper).

(tantissime notizie interessanti le trovate  sul forum di isolafelice)
Lo spettacolo inizialmente fu presentato con il nome di "stallone Brave." La puntata pilota ed i primi episodi  furono girati nei pressi  di Idlyllwild, CA. Poi ci fu un incendio (episodio  5 "terra bruciata"), in cui si bruciò il  Broken Wheel Ranch  e le riprese si trasferirono  in  Alta Iversons Movie Ranch a nord di Chatsworth, CA., E Spahn Ranch. mentre alcune scene interne sono state girate al parcheggio TV KTTV a Hollywood.

Tutti questi spettacoli insegnato lezioni su come trattare le persone e ciò che era giusto e sbagliato. Nessuno allora mai pensato di tornare a parlare con i suoi genitori, e gli adulti trattati con il rispetto che così veramente meritato. Ho iniziato questo sito perché sembra che Fury è stato perso e dimenticato nel tempo. Non è rimasto molto nello show, ma quello che trovo verranno pubblicati qui. Quindi, per coloro che ricordano lo spettacolo, sedersi e godersi. Per coloro che non hanno mai sentito parlare di Fury, sarà una nuova esperienza e una spero che tutti godono ......

 

http://curiosando708090.altervista.org/wp-content/uploads/2011/02/furia1.jpg

 

 

Che fine hanno fatto i protagonisti?

 

Peter Graves (da Wikipedia)

 

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/cb/PeterGravesStarOct09.jpg/451px-PeterGravesStarOct09.jpg

 

È principalmente conosciuto per la sua interpretazione di James Phelps nelle serie televisive Missione Impossibile (1967-1973) e Il ritorno di Missione Impossibile (1988-1990), per la quale nel 1971 vinse un Golden Globe per il miglior attore in una serie drammatica e ottenne una nomination agli Emmy Award.

Era il fratello dell'attore televisivo James Arness (1923 - 2011) noto come lo zio Zeb nella serie western "Alla conquista del West".

Un altro ruolo che gli diede vasta popolarità fu quello di Jim Newton, il padre adottivo di Joey, nel telefilm Furia (1955-1960).

È morto nella sua casa di Los Angeles il 14 marzo 2010, pochi giorni prima del suo 84º compleanno.[1]

 

 

Bobby Diamond

 

Bobby Diamond, il piccolo Joey noto anche come Robert Leroy Diamond è tuttora in vita ed è possibile trovare numerose notizie su questa pagina

 

http://i769.photobucket.com/albums/xx338/oceandiver75/370.jpg


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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24 gennaio 2013 4 24 /01 /gennaio /2013 15:55

http://bloginclasse.files.wordpress.com/2011/12/vamba-il-giornalino-di-gianburrasca.jpg

 

Mi chiamo Gianni, anzi , Giannino
Si ma poi
Mi chiamerete Gian Burrasca pure voi.
Non è giusto, io protesto
No, non son un tale birbaccion.

Così viene presentato Gianburasca nella canzone di Nino Rota tratta dall'omonimo sceneggiato televisivo.  E aggiunge anche che lo chiamano "ciclone, tempesta, cataclisma. Mi chiaman Gian Burrasca e a volte anche Neron. " ma la vera anima di Gianburrasca è in queste altre strofe: "Io invece devo dire, che cerco d’ubbidire e anche d’imparare la buona educazion. Ma va sempre a finire che poi li fò arrabbiare e mi ci prendo il solito ceffon."

Giannino Stoppani è detto Giamburrasca per l'esuberante vivacità che lo spinge a commettere una serie di burle che mettono scompiglio nell'ambiente borghese in cui vive.  Restio agli ammonimenti paterni, viene inviato in collegio, ma anche qui per il suo temperamento e per una serie di circostanze, convinto di riparare torti e ingiustizie, si trova a violare ripetutamente la severa disciplina impostagli, per cui viene espulso.
Giannino annota ogni giorno   su un diario gli avvenimenti quotidiani che esasperano i suoi genitori ma che, in fondo, lui non trova poi tanto degni di punizioni eppure riesce a mettere zizzania e creare situazioni spiacevoli e imbarazzanti ovunque: fa scappare i fidanzati delle sorelle, dipinge di rosso il cane di zia Bettina, appende il cugino all'albero, rende quasi cieco il suo futuro cognato! 
Il ragazzino, ovviamente, attira da subito le simpatie del lettore (che ha la fortuna di leggerle soltanto quelle vicende e non di viverle) ma  già da subito ci si domanda: ma questo bambino di dieci anni è intenzionalmente monello, se non proprio criminale, o è un candido ingenuo un po' maldestro a cui tutto va veramente storto?

Non si può, leggendo i suoi racconti, non pensare alla moderna sindrome ADHD di cui sembra soffrire quasi il 4% della popolazione pediatrica e non a caso una delle strutture che seguono questi bambini ha proprio il nome del nostro personaggio.  http://www.gianburrasca.org/

Ma non divaghiamo. Il libro presenta gustose immagini disegnate dallo stesso Vamba che  illustrano i vai personaggi e le vicende che vengono narrate.

http://upload.wikimedia.org/wikisource/it/8/8e/Gianburrasca006.gif

 

Vanba (il nome del buffone nell’Ivanhoe di Walter Scott) è lo pseudonomo di Luigi Bertelli, giornalista ed educatore dell''800.

 

http://www.letteraturadimenticata.it/images/Vamba%20pic.jpg

 

 

Nel 1895 pubblicò Ciondolino,

http://blogs.scientificamerican.com/a-blog-around-the-clock/files/2011/12/ciondolino.jpg

storia con intenti didattici di un bambino che viene trasformato in formica. Pubblicò poi sul

 Giornalino della domenica, una rivista da lui stesso creata e su cui   apparivano le firme dei più famosi scrittori del tempo (Giovanni Pascoli, Gabriele d'Annunzio, Grazia Deledda, Edmondo De Amicis), in 55 puntate  Il giornalino di Gian Burrasca.

 

Molto probabilmente lo scrittore per creare il suo personaggio si ispirò all'autrice inglese

Metta Victoria Fuller
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/57/Metta_Victoria_Fuller.jpg
che nel 1888 in America scrisse con  lo pseudonimo di Walter T. Gray (uno dei tanti pseudonimi che la Fuller Victor ha usato per firmare le sue opere)  le  "Memorie di un ragazzaccio", " A bad boy's diary"
http://www.letteraturadimenticata.it/images/bad%20boy%201883%20cover.jpg
Ma una storia più dettagliata viene raccontata sul  sito letteraturadimenticata.it 
"Nel Giornalino della Domenica del 3-2-1907 esce un redazionale dove si annuncia la pubblicazione prossima del Giornalino di Gian Burrasca, una sorta di diario a puntate. Nel numero promesso compare un altro redazionale dove si racconta la storiella seguente: si era presentato in redazione un tale recante un manoscritto avuto da Ester Modigliani (scrittrice operante tra il 1911 e il 1935) la quale a sua volta l'ha avuto da un ragazzino a Livorno. Vamba se ne era impadronito e intendeva pubblicarlo con i disegni "originali" dell'autore, cioè Gian Burrasca. Nel numero successivo del 17-2 finalmente appare la prima puntata e la pubblicazione continua fino al 17-5 dell'anno dopo, con la puntata conclusiva nella quale si racconta una storia diversa: il manoscritto si sarebbe ottenuto non dalla Modigliani ma dalla moglie di un usciere del tribunale dove il Giornalino era finito sotto sequestro.
Nel 1911 Bemporad aveva pubblicato nella sua famosa Collana Azzurra per i ragazzi un volume intitolato Le memorie di un ragazzaccio, tradotto dall'inglese (autore anonimo) da Ester Modigliani, illustrato da Mussino. La storia è la stessa, ma il testo è ben diverso nella struttura e tira avanti fiaccamente e con avventure assurde. Non ha successo. Bemporad ristampa allora nel 1912 il testo di Vamba, comprensivo dei disegni (copia introvabile). Nel 1920 esce la versione definitiva, con le tavole originali di Vamba in bianco e nero (solo due sono realizzate a colori dall'autore) e la copertina del volume, che rappresenta la copertina del diario, di colore verde. Bemporad, poichè gode dei diritti di tutte le opere di Bertelli per ragazzi, continua a ristamparlo, via via per almeno un decennio. Senza contare le ristampe di Giunti Marzocco che continuano ancora oggi.
In ogni modo, per molto tempo i critici si sono chiesti quale fosse il testo primigenio da cui la Modigliani, e successivamente Bertelli, prendono spunto. Ancora nel 1977 nelle note introduttive ad un'edizione critica del Giornalino di Gian Burrasca edito da Rizzoli nella BUR (pag. 35), si ignora come stanno le cose e ci si interroga a lungo: si fa il tentativo di risalire al noto romanzo di Aldrich, The Story of a Bad Boy, per dare originalità al testo della Modigliani, pur sapendo che il testo di Aldrich non ha nulla a che vedere con questo; tuttavia si cita la versione del Fanciulli data in Tre Toscani al Bargellini secondo il quale Bertelli fece "una riduzione di una riduzione". Fanciulli doveva saperla lunga, collaborando con Bertelli così a lungo, e infatti dice la verità: la Modigliani tradusse il testo della Victor, facendolo passare per anonimo, e Bertelli se ne impadronì, variandolo (s'intende, in meglio!). Fanciulli è amico di Bertelli, e nella sua La Letteratura per l'Infanzia (1931) quando parla del trend sulle storie di "bad boys" si guarda bene dal citare A Bad Boy's Diary, che peraltro gli doveva esser noto non solo per aver accuratamente riportato tutta la letteratura americana per ragazzi del periodo, ma anche perchè in Italia se ne era già stampata la fedele traduzione: appunto Le memorie di un ragazzaccio (tralsaciamo il Diavolo a quattro che non ebbe distribuzione). Anche Antonio Lugli, nella sua Storia della letteratura per l'infanzia (1961) dice la verità, e cioè che la Modigliani aveva tradotto un libro "inglese", cosa resa possibile dal fatto che vi fu un'edizione inglese che non riportava il nome dell'autore, né quello reale né quello de plume (London, George Routledge & Sons, no date). E prosegue: "Vamba, non ritenendo adatto alla mentalità italiana lo spirito inglese, aveva preferito tirarsi addosso un'accusa di plagio e la conseguente azione legale, da cui uscì a quanto si sa senza danno." Di questa azione legale tuttavia nessuno ha mai sentito parlare, e possiamo illazionare che non ci fu perchè la Victor non seppe mai nulla delle versioni italiane del proprio testo. Vamba quindi termina le avventure di Giannino con l'invenzione del processo, che forse doveva mettere al riparo da possibili accuse di plagio non tanto il personaggio quanto l'autore."
per una analisi ancora più approfondita delle differenze tra i vari testi vi consiglio di leggere la pagina relativa http://www.letteraturadimenticata.it/badboys.htm che è veramente molto completa.

Gian burrasca (film)    

'Gian burrasca' è un film commedia diretto da Sergio Tofano nel 1943. Il titolo originale del film è 'Gian burrasca'. La pellicola è prodotta in Italia. Tra i principali attori del cast del film Riccardo Billi, Cesco Baseggio, Giulio Stival, Mimmo Battaglia, Peppino Spadaro, Renato Chiantoni, Silvio Bagolini, Aristide Baghetti, Ada Dondini, Sergio Tofano.

 

giamburrasca-tofano.jpg

 

altre immagine di questo film le trovate su Photocinema

 

Gian burrasca (sceneggiato TV)

Immenso, bellissimo, divertentissimo, ispirato, da conservare, da rivedere. È inutile aggiungere altro. 

 

 

 

Gian burrasca (film con Alvaro Vitali)


 

Gian burrasca (musical su canale 5)


http://pad.mymovies.it/filmclub/2011/07/021/imm.jpg

 

 

 

Ci fu poi, nel 2002 anche un remake televisivo su Canale 5 che, volendo utilizzare le parole (che condivido) di  Lina Wertmuller, la regista che nel ' 64 firmò lo sceneggiato tv, "sembra piuttosto una marmellata televisiva».

 

Protagonisti di quella "cosa" erano Duccio Cecchi, Gianburrasca, Gerry Scotti ovvero il padre di Gian Burrasca, Katia Ricciarelli la madre, Antonella Elia, Ambra Angiolini e Alessia Mancini le sorelle, Enrico Beruschi l' avvocato Varalli. Tra gli altri interpreti anche Davide Mengacci, Roberto Ciufoli, Wilma De Angelis, Umberto Smaila e Nadia Rinaldi.

Rita Pavone era aveva il tripli ruolo di ideatrice dello show, voce narrante e anche dell' odiosa direttrice dell' istituto (nella parte che fu di Bice Valori). Qui, sull'archivio storico del Corriere,  troverete un bell'articolo completo sul programma.

 

 

 

 

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15 gennaio 2013 2 15 /01 /gennaio /2013 16:56

Serie TV a cartoni animati prodotta in Cecoslovacchia dagli storici studi di animazione Krátký Film Praha, Studio Bratri V Triku e Barrandov Studio per la Ceskoslovenska Televizie Praha, creata ed animata dal disegnatore ceco Zdenek Smetana.

 

Giunchino è una specie di piccolo elfo verde,  inquieto, curioso come una scimmia che quando scende la notte ascolta  i segreti di un cielo stellato e delle varie costellazioniche e con esse e anche con le creature del bosco, spesso, instaura poetiche relazioni.

Vive nello stagno di Brcálník che è avvolto in una nebbia fitta e magica  e che di sera svela le  cose meravigliose che accadono lì. 

Giunchino, nella traduzione italiana, è una serie a cartoni animati  con storie  molto esilaranti che appartengono al repertorio favolistico  che tanto amano i bambini prima di andare al letto.

 

 

 

http://www.radioservis-as.cz/archiv04/0204/images/02_02.jpg

 

E’ formata da quattro stagioni ma soltanto la prima è edita in Italia, trasmessa sulla Rete Due a partire dal 24 Gennaio 1980 alle ore 17:20.
La prima stagione (1975) è intitolata "Rákosnícek A Hvezdy" ("Rákosnícek e le Stelle") ed è formata da 13 episodi della durata di circa 7 minuti ciascuno.

 

 

 


 

 

 

Elenco dei titoli degli episodi trasmessi in Italia (Prima Stagione):
01) Giunchino e il Gran Carro
02) Giunchino e la Costellazione dell'Aquila
03) Giunchino e la Costellazione della Bilancia
04) Giunchino e l'Acquario
05) Giunchino e la Stella Polare
06) Giunchino e la Costellazione del Cancro
07) Giunchino e il Cane Minore e il Cane Maggiore
08) Giunchino e la Costellazione del Cigno
09) Giunchino e la Via Lattea
10) Giunchino e la Costellazione del Sagittario
11) ???
12) ???
13) Giunchino e le Stelle Tornano a Casa

 

 

 

 

 


 

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Published by anni70-latvdeiragazzi - in La TV dei più piccini
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13 agosto 2012 1 13 /08 /agosto /2012 19:13

Nel 1967 la voce di Fosco Giacchetti, che interpretava per l'appunto il guardiano del faro,  chiamava la costa con quello che sareppe diventato poi il  tormentone dei bambini e degli adolescenti dell'epoca.:  " Libero chiama radio costa! Libero chiama radio costa! Radio costa rispondete... " 

 

http://home.earthlink.net/~dscottprod/credits/andrei_2.jpg

 

Insieme a lui c'era un giovanissimo Roberto Chevalier chiamato dal vecchio zio "prezzemolino".

I racconti del faro è una serie televisiva per ragazzi in quattro episodi, trasmessa nel 1967. Andava in onda il martedì pomeriggio sul  programma nazionale. La regia era di Angelo D'Alessandro.

 

 

Tra i protagonisti c'è anche Mariano Rigilio

 

 

di questo sceneggiato è da poco disponibile il DVD

http://www.missingvideo.com/image/cache/iraccontidelfarod-130x216.jpg

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2 marzo 2012 5 02 /03 /marzo /2012 15:29

Di questo telefilm inserito all'interno della TV dei ragazzi in esiste poco. Forse solo i titoli dei singoli episodi tra cui:

Primo episodio: Il telegramma.

Secondo episodio: L'arte di arrangiarsi.

 Terzo episodio: Uno strano ospite.

 Quarto episodio: Uno strano ospite.

Quinto episodio: Tracce Misteriose

 

http://ia700809.us.archive.org/zipview.php?zip=/4/items/olcovers0/olcovers0-L.zip&file=7294-L.jpg

  

 

Il nome originale del telefilm è: Growing Summer (pubblicato anche come The Magic Summer)  scritto da  Noel Streatfeild con: Wendy Hiller. Hoagie Davies, Zuleika Robson, Mark Ward, Laura Hartong, Louis Selwvn. Regia di Gareth Davies

 

http://www.all-otr.com/summer.jpg

 

  LA TRAMA

 

 

Al ritorno della scuola per Alex , Penny, Robin e Naomi inizerà una giornata che cambierà per sempre il loro prevedibile e sicuro modello di vita.  

Il loro papà  si ammala all'estero, e la mamma deve andare a prendersi cura di lui e iverranno  spediti dall'eccentrica zia Dymphna. che vive. . selvatico ma straordinario mezzo rudere in Irlanda. Ma qui non saranno soli: un ragazzo misterioso   in fuga chiederà loro di essere nascosto ai suoi inseguitori. Ma chi lo insegue? E chi è il ragazzo?  I bambini sono decisi a scoprire questo mistero .

 

 

"E 'stata un'esperienza magica" ha detto Wendy Hiller, che ha interpretato la parte della  zia Dymphna. In  un  intervista televisiva del 1968 Hiller ha dichiarato: "Siamo andati nel sud-ovest dell'Irlanda e  a volte penso che sia un peccato non abbiamo fatto un film sulle riprese. Per esempio, come la prozia Dymphna dovevo guidare una malconcia e vecchia auto decappotabile. Non sono una buona pilota, il che significa tutti i bambini, seduti  nella parte posteriore, dovevano dirmi quando cambiare marcia. Deve essere stato allarmante per i turisti vedere questa vecchia signora con questo  carico di figli. 

 

link

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Published by anni70-latvdeiragazzi - in La TV dei più piccini
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26 ottobre 2011 3 26 /10 /ottobre /2011 15:58

Sono tantissimi i film o i telefilm che negli hanni hanno avuto una loro versione a cartoni animati. BATMAN, SUPERMAN, TARZAN, o LONE RANGER sono solo alcuni esempi:

 

La banda dei cinque

 

Rambo 

 robocop
chuck Norris
the mask
Fonzie e la Gang di Happy Days
Jinnie il genio
hazzard
michael J. Fox ragazzo lupo
ritorno al futuro
Arnold
mister T
Cassius clay Mohammed Alì
Mork and Minnie
Laverne & Shilrey
Hilander
Star Wars: Droids
Star Wars: ewoks
Hulk Hogan
scuola di polizia

Star Trek
beetlejuice
jumangji
Godzilla 1970
Godzilla
King Kong
Man in Black
le avventure di Jackie Chan
La famiglia Addams
1991 il vendicatore tossico della Troma
GhostBuster
La famiglia Brady
I piccoli Muppets

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Published by anni70-latvdeiragazzi - in Varie anni '70 e dintorni
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1 ottobre 2011 6 01 /10 /ottobre /2011 13:19

 

 

 

ANIMA MIA già nell'annunciarsi, dava l'impressione di essere una trasmissione ben confezionata per diventare fenomeno CULT per i futuri anni. Non solo per la  presenza di CLAUDIO BAGLIONI (ma per il modo in cui il cantautore romano si propose, quello si). La fortuna di quel programma fu di aver capito che i "ragazzi" degli anni '70 si erano oramai fatti adulti ma avevano mantenuto inalterata la loro fanciullezza. Fu inscenata una vera girandola di momenti evocativi, una specie di percorso giocoso e leggero alla ricerca delle radici della propria infanzia e lo stupore di ritrovare se stessi ancora a sognare sull'incredibile Hulk o sul capitano Straker meravigliò non pochi spettatori.
La trasmissione purtroppo da allora non è stata mai più replicata e solo da poco sono visibili brevi spezzoni su youtube e la domanda rimane sempre la stessa: perchè la RAI ignora un bacino di utenza  non indifferente anzi, enorme, come quello di noi quarantenni, quando poi i risultati (con cose fatte bene... vedi anche "I MIGLIORI ANNI") si vedono sempre? Cosa aspettano? Che questi quarantenni diventino cinquantenni appena appena lucidi e le cose che sono ancora nascoste nei loro archivi (che troppo spesso fingono di non trovare più) si deteriorino e che diventino interessanti solo ad antropologi o argeologi della TV?

 


 

 

 

Anima mia, titolo preso in prestito dall'omonimo grande successo dei gruppo musicale I Cugini di Campagna, andò in onda su Rai 2 del 1997, ideato e condotto da Fabio Fazio e Claudio Baglioni, assieme a Sabina Ciuffini, Natalia Estrada ed Orietta Berti. Trasmesso dal 25 gennaio 1997, inizialmente il programma era articolato in quattro puntate ma, dato il successo, la durata venne estesa a sei puntate.

La trasmissione ebbe come ospiti molti icone dell'epoca, tra cui I Cugini di Campagna, Mal dei The Primitives, Le Orme, Mita Medici, Lou Ferrigno, Ed Bishop, Paola Pitagora, Nino Castelnuovo, il Mago Silvan e Georges Descrières (Arsenio Lupin nell'omonima serie televisiva). Ma forse l'apparizzione più bella fu quella del capitano STRAKER in una delle sue ultime interviste televsive

 


 

Parte delle canzoni proposte sono poi state reincise per il CD "Anime in gioco".  Nella canzone "anima mia" baglioni   si accompagnò durante la trasmissione  ad altri artisti come: Fabio Concato, Enzo Jannacci, Rossana Casale e Claudio Amendola oppure con Orietta Berti e i Cugini di Campagna.

 

 

Ma Claudio Baglioni si esibii in altre numerose canzoni, tra cui: "ma che musica maestro", *orzowei "," donna felicità","chissà se va" ," heidi" e perfino  "ufo robot", "Nano nano" e "obabaluba" arrivando perfino a travestirsi da Spack quando incontrò in studio Il capitano Kirk in persona.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sul sito reginella.net troverete l'elenco dele imprese Baglioni - Fazio realizzate nelle varie puntate. Molti oggetti portati in studio durante la trasmissione facevano parte di una whishlist creata da utenti del sito animamia.net che per molti anni dopo la trasmissione sembrò non aggiornarsi più e che ultimamente, sembra si stia nuovamente movimentando.

 

 

Per chi fosse oltremodo curioso, ma qui esuliamo dalla trasmissione di cui stiamo parlando, sappia che esiste su Claudio Baglioni una leggente sulla sua presunta morte e di un suo clone simile a quella di Elvis presley, Paul Mc Cartney e ultimamente anche M. Jackson. Troverete notizie qui e qui.

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