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27 febbraio 2015 5 27 /02 /febbraio /2015 17:40

Nata libera (Born Free) è una serie televisiva statunitense del 1974, ideata da Carl Forman e prodotta da David Gerber basata sull'omonimo romanzo autobiografico del 1960 della naturalista e scrittrice britannica Joy Adamson (1910-1980) e sull'omonimo film di James Hill del 1966.

Elas, la leonessa NATA LIBERA (Born Free)

Protagonisti sono gli attori Gary Collins e Diana Muldaur. Nel cast figurano inoltre Hal Frederick, Peter Lukoye, Nelson Kajuna e Joseph De Craft.

Della serie è stata prodotta una sola stagione, composta da 13 episodi. Negli Stati Uniti, la serie è stata trasmessa per la prima volta dalla NBC dal 9 settembre al 30 dicembre 1974. In Italia, la serie fu trasmessa da Rai Uno. Questa serie racconta le avventure di George e Joy Adamson, una coppia sposata che lavorano come guardacaccia in Kenya.

Qui adottano una leonessa e la chiamano ELSA, con cui nasce una grande amicizia all'insegna della convivenza più pacifica, quasi amorosa, dell'uomo con la Natura che lo circonda e vengono aiutati nel loro compito Makedde,. I due coniugi si occupano non solo di curare e tenere traccia della fauna selvatica, ma anche di tenere lontano bracconieri o altri esseri umani disgustosi che minacciano la tranquillità della vita nella giungla.

Elas, la leonessa NATA LIBERA (Born Free)

Girato interamente in Africa orientale, ideata da Carl Forman, basata sull'omonimo romanzo autobiografico del 1960 della naturalista e pittrice britannica Joy Adamson (1910-1980) e sull'omonimo film di James Hill del 1966 la serie dura solo 13 ma memorabili episodi.

Sullo sfondo di un africa violenta e pericolosa il romanzo, il film e la serie ci raccontano le vicende commoventi della leonessa Elsa dall'adozione fino al riadattamento alla vita selvatica. La storia della leonessa è ben descritta nella pagina di Wikipedia ad essa dedicata che riassumo qui: "Elsa la leonessa (gennaio 1956 - 24 gennaio 1961) è stata realmente cresciuta dal guardacaccia, poi studioso, George Adamson e da sua moglie Joy Adamson in Kenya. Elsa e le sorelle, Big One e Lustica furono curate dall'esperto quando avevano solo poche settimane di vita. Divennero orfane quando George fu costretto, seppur riluttante, ad uccidere la loro madre nel corso di un safari. Le sorelle furono inviate allo Zoo di Rotterdam nei Paesi Bassi, mentre Elsa rimase con Adamson sino a che fu rilasciata nell'ambiente selvaggio, in seguito agli sforzi della coppia per abituarla all'addio... All'età di tre anni, la leonessa condusse con sé tre cuccioli per mostrarli agli Adamson, che li chiamarono Jespah (maschio), Gopa (maschio) e Little Elsa (femmina). La vita di Elsa e dei cuccioli fu poi narrata nel sequel Living free. La vita dell'animale si concluse infelicemente quando essa cadde vittima di una malattia sanguigna simile alla malaria che spesso infetta i felini."

L'autore della colonna sonora è il bravissimo compositore inglese John Barry, vincitore di cinque Oscar e morto a 77 anni di un attacco di cuore. Sono sue, le tra le tante, le musiche di una quindicina di film di 007, ma anche di Un uomo da marciapiede, King Kong , Balla coi lupi e della serie televisiva Attenti a quei due.

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Published by anni70-latvdeiragazzi
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25 febbraio 2015 3 25 /02 /febbraio /2015 19:04

Vicky il vichingo (Chiisana Viking Vikke- Wickie und die starken Manner).

È una serie anime nippo-germano-svedese del 1974 costituita da 78 episodi, di cui solo 66 trasmessi in Italia su Rete 1 4 maggio 1976 ed in seguito da Mediaset con 9 puntate inedite (secondo Wikipedia) .

«Vicky il vichingo» è il giovane guerriero vichingo dai capelli color carota ispirato da una serie di libri per bambini degli anni '60 dello scrittore svedese Runer Jonsson.

L’ingegnoso bambino è il figlio del capo dei Vichinghi e vive con la sua tribù in un piccolo villaggio affacciato su un fiordo del Mare del Nord. Suo padre fa di tutto per iniziarlo alle semplici regole di vita del vero vichingo, ma il carattere di Viky è molto timido e non molto forte: egli soffre di paura ma la sua fervida immaginazione gli permette di fuggir da tutti i pericoli. Ha tutto un altro stile rispetto a quello del variopinto equipaggio dei rudi vichinghi e risolve ogni avventura a modo suo: quando ha bisogno di farsi venire un'idea ha l'abitudine di strofinarsi il naso, e quando l'ha trovata schiocca le dita con gioia facendo esplodere tutte intorno scintillanti stelline.

viky il vichingo
viky il vichingo

Nel 2009 è uscito nelle sale tedesche il primo film con attori in carne ed ossa ispirato alle gesta di Vicky, intitolato Wickie und die starken Männer; nel 2011 è uscito il seguito intitolato Wickie auf großer Fahrt con lo stesso cast di attori e con l'aggiunta dell'effetto 3D. I diritti per l'Italia del primo film sono stati acquistati da Dynit

viky il vichingo
viky il vichingo

Nel 2013 su Rai 2 fu trasmesso il remake 3d dell'anime (78 puntate) e si spostò poi su Rai Yo Yo realizzata dalla Studio 100 Animation che ha già realizzato la versione digitale dell'ape maya e della prossima serie dedicata ad Heidi.

viky il vichingo

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Published by anni70-latvdeiragazzi - in tv per i piu piccini
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11 febbraio 2015 3 11 /02 /febbraio /2015 16:32

Per anni è stato pressoché impossibile rivedere questo capolavoro di animazione se non in lingua originale. Poco tempo fa, invece, girando nei sotterranei della rete... diciamo nei "torrenti" impetuosi del web, mi sono imbattuto in una versione del film "riregistrata" e tradotta da alcuni gentili utenti della rete che sono riusciti a fare un prodotto veramente niente male.

 

Io l'ho visto in una lontana pasqua degli anni '70, forse nel '75 . Allora, la televisione sembrava realmente devota ed attenta alla famiglia... e spesso, durante le domeniche o le feste, nei momenti in cui tutti erano riuniti intorno al tubo catodico e intorno, magari, ad una bella tavola imbandita, la nostra TV nazionale trasmetteva film della Disney, d'avventura o cartoni animati. Nello stesso periodo, non vorrei sbagliarmi, diedero anche "il giro del mondo in 80 giorni" o "Putiferio va in città".

 

La trama:

La favola del piccolo Oblio viene raccontata da un genitore a suo figlio per farlo addormentare. Nella versione originale la voce dell'adulto è stata in un primo momento di Dustin Hoffman ma poi fu sostituita da altri interpreti tra cui anche da Ringo Starr.

Nel paese delle punte, dove tutto ha una punta, nasce un nuovo bambino con una grave deformità: la testa a punta. Crescendo, il piccolo indosserà un cappello per cercare di nascondere la sua anomalia ma un giorno, anche a causa di un litigio con il figlio di un Conte, viene costretto da una giuria all'esilio e, insieme al cagnolino azzurro arrow, si incammina nella foresta senza punte.

Qui incontrerà creature curiose come le api giganti, un uomo con tre facce con delle frecce che puntano in tutte le direzioni, un uomo fatto di roccia, tre grasse sorelle ballerine e l'uomo fatto di foglie.

 

Quella esperienza, quelle parole ed esempi surreali faranno capire al bambino che la diversità è spesso frutto dei pregiudizi degli uomini ed è legata alle apparenze della maggioranza. Ritorna quindi al villaggio e spiega quanto appreso agli abitanti i quali sembrano aver capito la lezione, ma... alla fine accade qualcosa di inaspettato.

 

The Point

The Point! è una favola dal cantautore e musicista americano Harry Nilsson su un ragazzo di nome Oblio. In una sua stessa dichiarazione l'artista ammise di aver "visto" la foresta senza punte in suo "trip" avuto a seguito dell'uso che aveva fatto di stupefacenti.

Ci sono stati almeno tre adattamenti di The Point !: un film d'animazione, un album, e una commedia musicale, ognuna dotata di canzoni scritte da Nilsson per accompagnare la storia. L'album è il sesto di Nilsson. Nel disco fu inclusa anche uno storyboard del fumetto.

Nel 1977, un adattamento teatrale di The Point! è stato presentato al Teatro Mermaid di Londra. In primo piano nel cast erano Davy Jones e Micky Dolenz, entrambi ex membri della band The Monkees e amici di lunga data di Nilsson.

Tra i disegnatori del film troviamo Fred Wolf, autore di altri progetti come: Alvin and the Chipmunks, The Flintstones, DuckTales e The New Adventures of Speed Racer (che poi sarebbe il remake americano della serie Speed Racer)

L'aspetto più importante di questo film è il suo insegnamento all'accettazione del diverso.  Il punto di "the point" è che tutti dobbiamo godere e trovare la felicità dentro di noi:  mettere in discussione o combattere ciò che è inaccettabile "secondo la legge". 

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Published by anni70-latvdeiragazzi - in film
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6 febbraio 2015 5 06 /02 /febbraio /2015 15:57

Quando eravamo piccoli Mamma RAI ci coccolava frequentemente con cartoni animati e telefilm per bambini. Ci procurava dalle televisioni straniere serie come Penelope Pitstop o i Tunderbirds.

Sopratutto trasmetteva spesso graziosi spettacoli di burattini e marionette nostrane e stranieri, alimentando la nostra cultura e la nostra immaginazione.

Nel 1979, ad esempio, intorno alle 18,15 trasmetteva per i più piccini una Rassegna di marionette e burattini italiani (rubrica curata da Donatella Ziliotto e condotta da Marco Danè).

In programmi come questi imparammo a conoscere i nostri Orlando Furioso, Pulcinella e la dama bianca, Allerchino e anche intere mini-opere come il barbiere di siviglia ecc..

Agli inizi degli anni 2000 la RAI pubblicò su un sito, ormai estinto dalle cui ceneri è nato il moderno RAI.it , la sigla di questo storico programma. Riuscii appena a vederlo ma, all'epoca la tecnologia non mi consentii di scaricarlo.

A distanza di alcuni anni, a memoria, ho realizzato questa breve animazione suonicchiando il motivetto che vagamente mi sembra simile a quello originale. Mi farebbe piacere se qualcuno tra voi, magari un suonatore, sapesse definirlo meglio e magari postare il nuovo audio (come fare poi, eventualmente ci mettiamo daccordo poi). Meglio sarebbe, se qualcuno avesse scaricato all'epoca quel clip, postare proprio quello.

Nel frattempo ecco la RICOSTRUZIONE arraangiata di quella sigla

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31 luglio 2013 3 31 /07 /luglio /2013 12:00

ed ora Carosello:

1.jpg

 


-Giacomino settantino, poverino

-Poverino?
... -Non si sa che età lui abbia
... ormai risponde a malavoglia
sul divano in calzamaglia
... a fissar la cianfrusaglia.

-che cos'è la cianfrusaglia?
-son gli oggetti del passato
che non ha mai abbandonato
più che altro: antiquariato
che negli anni ha li ammassato.

-e perchè se li conserva?
-perchè lui vuole provare
grazie a questo o all'altro affare
se si riesce a consolare
e all'infanzia ritornare.

grazie all'orso Ciclamino
al pagliaccio Sbirulino
o al fumetto topolino
o ad un altro ricordino
lui ritorna giovanotto anzi... bambino

-ma allora, scusa? Perchè non compra

"MEMORIE a DISEGNI NON ANIMATI"

di Mascolo Giuseppe?


giacomino-presente.jpg

 

 

Clicca qui per vederne un anteprima e decidere se acquistarlo.


MEMORIE a DISEGNI NON ANIMATI con oltre 500 ricordi disegnati e una tabella cronologica dove segnare i vostri eventi personali.

 

 

Dello stesso autore: PULCINELLEADE

e UFO: 1999... VENDETTA O RISCOSSA?

un racconto da collocare tra le serie UFO SHADO e SPAZIO 1999.

 

1013561_535619126503426_2145270760_n.jpg

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31 luglio 2013 3 31 /07 /luglio /2013 10:39

Nell'anno 1967 uasi in cotemporaneea con Bunasera Con (Con Carotenuto o forse Silvan)  su RAI 2, sulla rete principale della Rai intorno alle 19 andava in onda, rigorosamente in bianco e nero "Mamma a quattro ruote".

Il telefilm racconta la storia di David Crabtree, alla ricerca di una station wagon usata da adibire a seconda automobile della famiglia, decide invece di acquistare una vecchia automobile del 1928 perché si accorge che in essa si è reincarnata, addirittura,  sua madre.

Crabtree sente che l'automobile lo chiama, parlando attraverso l'autoradio, e lui è l'unico a poter udire questa voce.

 

 

 

 

 

David Crabtree è interpretato da Jerry Van Dyke ed è fratello del più famoso Dick Van Dyke .

 

http://www.sitcomsonline.com/photopost/data/784/0aScreenHunter_522_Nov_03_17_27.jpg

http://arkansasentertainershalloffame.com/home2/wp-content/uploads/2010/04/1998-Jerry-Van-Dyke.jpg

 

 Dave Crabtree era un avvocato di provincia di mezzi modesti, con una moglie, Barbara, due figli, Cindy e Randy, e un piccolo cane. Durante una visita a un negozio di auto usate per cercare un auto di seconda mano a buon mercato fu stranamente attratto da una vecchia Porter del 1928 .


http://www.remarkablecars.com/main/custom/1928-porter-1b.jpg

Con grande stupore si accorse che l'auto poteva rivolgergli la parola attraverso la radio e ancor di più fu meravigliato quando l'auto lo informò che era...  la reincarnazione di sua madreGladys.  

L'uomo comprò la macchina e, proprio come faceva con la sua adorata mamma, ogni volta che  aveva un problema visitava  il garage  si rivolgeva ad essa per chiedere consigli . Purtoppo pero l'auto parlava solo a Dave (o almeno solo lui poteva sentirla).  Oltre a interloquire con Dave, mamma Gladys riesce anche a vederlo dai fari anteriori; prima di andare a dormire, il premuroso figlio le stende una coperta sul cofano affinché non prenda freddo.


 Il cattivo della serie era il capitano Mancini, un collezionista di auto d'epoca che cercava costantemente  di trovare un modo per portare la Porter lontano da Dave.


Insieme a  Jerry Van Dyke troviamo Maggie Pierce 

http://www.sitcomsonline.com/photopost/data/784/0aScreenHunter_523_Nov_03_17_27.jpg

 

 

nei panni della moglie Barbara; Cindy Eilbacher e Randy Whipple sono rispettivamente Cindy e Randy, i figli della coppia;

 

http://www.sitcomsonline.com/photopost/data/784/MyM31.jpg

 

Avery Schreiber è il capitano Manzini, un collezionista d’auto d’epoca che vuole impossessarsi della Porter a tutti i costi.

 

http://www.deathbymovies.com/wp-content/uploads/2012/06/avery-schreiber.jpg

 

 

Qui potete vedere Avery Schreiber che enta di rubare l'auto insieme alla sempre affascinante Barbara Bain, in licenza da Spazio 1999.

 

 

 La serie, creata da Allan Burns e Chris Hayward, è prodotta da Rod Amateau, il quale compare anche come regista occasionale. Paul Hampton è l’interprete del tema musicale.

 

 

 

 

Everybody knows
 in a second life,

we all come back
 sooner or later.

As anything from a pussycat
to a man eating alligator.

Well you all may
 think my story,

is more fiction than it's fact.

But believe it or
not my mother
dear decided she'd come back.

 

As a car...

She's my very own
guiding star.

A 1928 Porter.
That's my mother dear.

'Cause she helps me through everything I do
And I'm so glad she's near.

 

My Mother the Car.
My Mother the Car.

 

Nonostante l'uguaglianza ad altri film tipo Herbie, o Dudù... un maggiolino tutto matto e simili i critici e gli spettatori adulti generalmente stroncarono lo spettacolo, spesso selvaggiamente.Tanto che nel  2002, TV Guide lo proclamò come "il secondo peggiore di tutti i tempi, dietro il  Jerry Springer Show . programma basato su litigi e botte in diretta tra i protagonisti". Infatti di Mamma a quattro ruote sono stati realizzati sol 30 episodi (i primi in bianco e nero).

 

Curiosità

Nella serie vennoero utilizzate 2 vetture.

Il corpo della macchina (finito in rosso garofano Metalflake con un top bianco) era composto da diversi veicoli tra cui una Ford modello T, una Maxwell, una Hudson e pezzi di una Chevrolet .  
Per far sembrare che la macchina era senza guidatore  (quandoera il fantasma a guidarla) il pianale posteriore veniva rimosso in modo che un secondo pilota veniva collocato fuori dalla vista del pubblico e guidasse  l'automobile utilizzando degli specchi.

 

Il produttore James L. Brooks è stato anche  produttore esecutivo dei Simpson, infatti in un episodio dei Simpson   "Lovematic nonno" ne ha parodiato l'idea di base.

 

 

 

 


 

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15 luglio 2013 1 15 /07 /luglio /2013 10:30

Com'è che sembra che pochi ricordino questo telefilm di Mel Brook? Si tratta de Le Rocambolesche Avventure di Robin Hood contro l’odioso Sceriffo (When Things Were Rotten - 1975) forse perchè non ricordo di averlo visto alla rai (ma qualcuno dice che invece è stato trasmesso) ma solo nelle TV private? Forse perche vennero prodotte solo una stagione di 13 episodi?

Il bello e pomposo Robin Hood è interpretato da Dick Gautier mentre la sua svampita Marian è Misty Rowe.

 

http://www.sitcomsonline.com/photopost/data/1510/heredickh55.jpg

http://www.heehaw.com/images/cast/misty-rowe-lrg.jpg

Anche se forse restano più impressi nela mente gli altri comprimari facente parte della incompetente banda della foresta si Sherwood quali  frate Tuck (Dick Van Patten)http://ia.media-imdb.com/images/M/MV5BMTY5MDg2NDQ3OV5BMl5BanBnXkFtZTcwMTg5OTQ4Mg@@._V1._SY264_CR93,0,214,264_.jpg e lo sceriffo  Nottingham Henry Polic II

 

http://www.magweb.com/picts/actor/163884/henry_polic_ii.jpg

 

Bernie Koppel cioà Alan a Dale (si, quello di love boat)

 

http://www.nndb.com/people/693/000023624/kopellb-55.jpg

 

Oppure il caratterista Richard Dimitri nel doppio ruolo Bertrand e Rinaldo

 

1786987.jpg

 

E eccovi la sigla:

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25 gennaio 2013 5 25 /01 /gennaio /2013 12:15

http://www.storiaradiotv.it/copertina%20sorrisi%201978%203%20furia.jpg

 

 

Furia cavallo del West è una serie di telefilm americana prodotta e mandata in onda intorno al 1955 -1960  ma In Italia il telefilm è stato trasmesso in varie repliche  dalla RAI a partire dalla seconda metà degli anni '60.

 

http://web.tiscali.it/comicsworld/immagini/furia.jpg

 

Parte del meritato successo si deve anche alla graziosa sigla italiana dei fratelli De Angeli, cantata da Mal.  

"Eppure quest'ultimo di Furia, proprio non vuol sentir parlare. Anche se si tratta di un personaggio che alle prodezze del cavallo ha legato una bella fetta della sua popolarità: e cioè l'interprete della sigla, Mal, ex appartenente al complesso dei Primitives, all'epoca all'inizio di una carriera solista. Interpellato oggi, sul significato affettivo del ritorno del celebre equino sulla nostra tv, il cantante non si lascia certo andare alla nostalgia: alla domanda "cosa le ricorda Furia?", risponde seccamente "un cavallo". Quel brano, spiega, gli ha rovinato la reputazione artistica: reduce da hit di grande successo, come la cover di "Parlami d'amore Mariù", restò poi intrappolato nell'immagine del cantore del popolarissimo Black Stallion." (citazione dalla Repubblica)

 


 


"All'epoca - racconta Mal - ero sotto contratto con la Ricordi, e quando mi proposero Furia dovetti accettare. Dopo averlo fatto non mi invitavano più a fare le serate nei locali, né mi richiedevano come ospite nei programmi del sabato sera. Ormai, per tutti ero un cantante per ragazzini: quel cavallo mi stava rovinando la vita". Della serie: la potenza devastante del piccolo schermo...

 

 

Gli episodi sono  114 episodi, anche se qualcuno sostiene che ce ne erano ben più di 150 episodi .

  L'  istruttore del cavallo  usava 10 parole chiave alle quali associava le istruzioni specifiche a seconda delle scene; nel corso della serie Furia si è avvalso di 4 controfigure per i ciak più pericolosi (una di loro, ad esempio, era specializzata nell’aprire le porte con un calcio). Lo stuntman Whitey Hughes ha indossato i camperos di
Bobby Diamond/Joey Newton nelle situazioni ad alto rischio (nei primi episodi è toccato a una ragazza, Steffi Epper).

(tantissime notizie interessanti le trovate  sul forum di isolafelice)
Lo spettacolo inizialmente fu presentato con il nome di "stallone Brave." La puntata pilota ed i primi episodi  furono girati nei pressi  di Idlyllwild, CA. Poi ci fu un incendio (episodio  5 "terra bruciata"), in cui si bruciò il  Broken Wheel Ranch  e le riprese si trasferirono  in  Alta Iversons Movie Ranch a nord di Chatsworth, CA., E Spahn Ranch. mentre alcune scene interne sono state girate al parcheggio TV KTTV a Hollywood.

Tutti questi spettacoli insegnato lezioni su come trattare le persone e ciò che era giusto e sbagliato. Nessuno allora mai pensato di tornare a parlare con i suoi genitori, e gli adulti trattati con il rispetto che così veramente meritato. Ho iniziato questo sito perché sembra che Fury è stato perso e dimenticato nel tempo. Non è rimasto molto nello show, ma quello che trovo verranno pubblicati qui. Quindi, per coloro che ricordano lo spettacolo, sedersi e godersi. Per coloro che non hanno mai sentito parlare di Fury, sarà una nuova esperienza e una spero che tutti godono ......

 

http://curiosando708090.altervista.org/wp-content/uploads/2011/02/furia1.jpg

 

 

Che fine hanno fatto i protagonisti?

 

Peter Graves (da Wikipedia)

 

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/cb/PeterGravesStarOct09.jpg/451px-PeterGravesStarOct09.jpg

 

È principalmente conosciuto per la sua interpretazione di James Phelps nelle serie televisive Missione Impossibile (1967-1973) e Il ritorno di Missione Impossibile (1988-1990), per la quale nel 1971 vinse un Golden Globe per il miglior attore in una serie drammatica e ottenne una nomination agli Emmy Award.

Era il fratello dell'attore televisivo James Arness (1923 - 2011) noto come lo zio Zeb nella serie western "Alla conquista del West".

Un altro ruolo che gli diede vasta popolarità fu quello di Jim Newton, il padre adottivo di Joey, nel telefilm Furia (1955-1960).

È morto nella sua casa di Los Angeles il 14 marzo 2010, pochi giorni prima del suo 84º compleanno.[1]

 

 

Bobby Diamond

 

Bobby Diamond, il piccolo Joey noto anche come Robert Leroy Diamond è tuttora in vita ed è possibile trovare numerose notizie su questa pagina

 

http://i769.photobucket.com/albums/xx338/oceandiver75/370.jpg


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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24 gennaio 2013 4 24 /01 /gennaio /2013 14:55

http://bloginclasse.files.wordpress.com/2011/12/vamba-il-giornalino-di-gianburrasca.jpg

 

Mi chiamo Gianni, anzi , Giannino
Si ma poi
Mi chiamerete Gian Burrasca pure voi.
Non è giusto, io protesto
No, non son un tale birbaccion.

Così viene presentato Gianburasca nella canzone di Nino Rota tratta dall'omonimo sceneggiato televisivo.  E aggiunge anche che lo chiamano "ciclone, tempesta, cataclisma. Mi chiaman Gian Burrasca e a volte anche Neron. " ma la vera anima di Gianburrasca è in queste altre strofe: "Io invece devo dire, che cerco d’ubbidire e anche d’imparare la buona educazion. Ma va sempre a finire che poi li fò arrabbiare e mi ci prendo il solito ceffon."

Giannino Stoppani è detto Giamburrasca per l'esuberante vivacità che lo spinge a commettere una serie di burle che mettono scompiglio nell'ambiente borghese in cui vive.  Restio agli ammonimenti paterni, viene inviato in collegio, ma anche qui per il suo temperamento e per una serie di circostanze, convinto di riparare torti e ingiustizie, si trova a violare ripetutamente la severa disciplina impostagli, per cui viene espulso.
Giannino annota ogni giorno   su un diario gli avvenimenti quotidiani che esasperano i suoi genitori ma che, in fondo, lui non trova poi tanto degni di punizioni eppure riesce a mettere zizzania e creare situazioni spiacevoli e imbarazzanti ovunque: fa scappare i fidanzati delle sorelle, dipinge di rosso il cane di zia Bettina, appende il cugino all'albero, rende quasi cieco il suo futuro cognato! 
Il ragazzino, ovviamente, attira da subito le simpatie del lettore (che ha la fortuna di leggerle soltanto quelle vicende e non di viverle) ma  già da subito ci si domanda: ma questo bambino di dieci anni è intenzionalmente monello, se non proprio criminale, o è un candido ingenuo un po' maldestro a cui tutto va veramente storto?

Non si può, leggendo i suoi racconti, non pensare alla moderna sindrome ADHD di cui sembra soffrire quasi il 4% della popolazione pediatrica e non a caso una delle strutture che seguono questi bambini ha proprio il nome del nostro personaggio.  http://www.gianburrasca.org/

Ma non divaghiamo. Il libro presenta gustose immagini disegnate dallo stesso Vamba che  illustrano i vai personaggi e le vicende che vengono narrate.

http://upload.wikimedia.org/wikisource/it/8/8e/Gianburrasca006.gif

 

Vanba (il nome del buffone nell’Ivanhoe di Walter Scott) è lo pseudonomo di Luigi Bertelli, giornalista ed educatore dell''800.

 

http://www.letteraturadimenticata.it/images/Vamba%20pic.jpg

 

 

Nel 1895 pubblicò Ciondolino,

http://blogs.scientificamerican.com/a-blog-around-the-clock/files/2011/12/ciondolino.jpg

storia con intenti didattici di un bambino che viene trasformato in formica. Pubblicò poi sul

 Giornalino della domenica, una rivista da lui stesso creata e su cui   apparivano le firme dei più famosi scrittori del tempo (Giovanni Pascoli, Gabriele d'Annunzio, Grazia Deledda, Edmondo De Amicis), in 55 puntate  Il giornalino di Gian Burrasca.

 

Molto probabilmente lo scrittore per creare il suo personaggio si ispirò all'autrice inglese

Metta Victoria Fuller
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/57/Metta_Victoria_Fuller.jpg
che nel 1888 in America scrisse con  lo pseudonimo di Walter T. Gray (uno dei tanti pseudonimi che la Fuller Victor ha usato per firmare le sue opere)  le  "Memorie di un ragazzaccio", " A bad boy's diary"
http://www.letteraturadimenticata.it/images/bad%20boy%201883%20cover.jpg
Ma una storia più dettagliata viene raccontata sul  sito letteraturadimenticata.it 
"Nel Giornalino della Domenica del 3-2-1907 esce un redazionale dove si annuncia la pubblicazione prossima del Giornalino di Gian Burrasca, una sorta di diario a puntate. Nel numero promesso compare un altro redazionale dove si racconta la storiella seguente: si era presentato in redazione un tale recante un manoscritto avuto da Ester Modigliani (scrittrice operante tra il 1911 e il 1935) la quale a sua volta l'ha avuto da un ragazzino a Livorno. Vamba se ne era impadronito e intendeva pubblicarlo con i disegni "originali" dell'autore, cioè Gian Burrasca. Nel numero successivo del 17-2 finalmente appare la prima puntata e la pubblicazione continua fino al 17-5 dell'anno dopo, con la puntata conclusiva nella quale si racconta una storia diversa: il manoscritto si sarebbe ottenuto non dalla Modigliani ma dalla moglie di un usciere del tribunale dove il Giornalino era finito sotto sequestro.
Nel 1911 Bemporad aveva pubblicato nella sua famosa Collana Azzurra per i ragazzi un volume intitolato Le memorie di un ragazzaccio, tradotto dall'inglese (autore anonimo) da Ester Modigliani, illustrato da Mussino. La storia è la stessa, ma il testo è ben diverso nella struttura e tira avanti fiaccamente e con avventure assurde. Non ha successo. Bemporad ristampa allora nel 1912 il testo di Vamba, comprensivo dei disegni (copia introvabile). Nel 1920 esce la versione definitiva, con le tavole originali di Vamba in bianco e nero (solo due sono realizzate a colori dall'autore) e la copertina del volume, che rappresenta la copertina del diario, di colore verde. Bemporad, poichè gode dei diritti di tutte le opere di Bertelli per ragazzi, continua a ristamparlo, via via per almeno un decennio. Senza contare le ristampe di Giunti Marzocco che continuano ancora oggi.
In ogni modo, per molto tempo i critici si sono chiesti quale fosse il testo primigenio da cui la Modigliani, e successivamente Bertelli, prendono spunto. Ancora nel 1977 nelle note introduttive ad un'edizione critica del Giornalino di Gian Burrasca edito da Rizzoli nella BUR (pag. 35), si ignora come stanno le cose e ci si interroga a lungo: si fa il tentativo di risalire al noto romanzo di Aldrich, The Story of a Bad Boy, per dare originalità al testo della Modigliani, pur sapendo che il testo di Aldrich non ha nulla a che vedere con questo; tuttavia si cita la versione del Fanciulli data in Tre Toscani al Bargellini secondo il quale Bertelli fece "una riduzione di una riduzione". Fanciulli doveva saperla lunga, collaborando con Bertelli così a lungo, e infatti dice la verità: la Modigliani tradusse il testo della Victor, facendolo passare per anonimo, e Bertelli se ne impadronì, variandolo (s'intende, in meglio!). Fanciulli è amico di Bertelli, e nella sua La Letteratura per l'Infanzia (1931) quando parla del trend sulle storie di "bad boys" si guarda bene dal citare A Bad Boy's Diary, che peraltro gli doveva esser noto non solo per aver accuratamente riportato tutta la letteratura americana per ragazzi del periodo, ma anche perchè in Italia se ne era già stampata la fedele traduzione: appunto Le memorie di un ragazzaccio (tralsaciamo il Diavolo a quattro che non ebbe distribuzione). Anche Antonio Lugli, nella sua Storia della letteratura per l'infanzia (1961) dice la verità, e cioè che la Modigliani aveva tradotto un libro "inglese", cosa resa possibile dal fatto che vi fu un'edizione inglese che non riportava il nome dell'autore, né quello reale né quello de plume (London, George Routledge & Sons, no date). E prosegue: "Vamba, non ritenendo adatto alla mentalità italiana lo spirito inglese, aveva preferito tirarsi addosso un'accusa di plagio e la conseguente azione legale, da cui uscì a quanto si sa senza danno." Di questa azione legale tuttavia nessuno ha mai sentito parlare, e possiamo illazionare che non ci fu perchè la Victor non seppe mai nulla delle versioni italiane del proprio testo. Vamba quindi termina le avventure di Giannino con l'invenzione del processo, che forse doveva mettere al riparo da possibili accuse di plagio non tanto il personaggio quanto l'autore."
per una analisi ancora più approfondita delle differenze tra i vari testi vi consiglio di leggere la pagina relativa http://www.letteraturadimenticata.it/badboys.htm che è veramente molto completa.

Gian burrasca (film)    

'Gian burrasca' è un film commedia diretto da Sergio Tofano nel 1943. Il titolo originale del film è 'Gian burrasca'. La pellicola è prodotta in Italia. Tra i principali attori del cast del film Riccardo Billi, Cesco Baseggio, Giulio Stival, Mimmo Battaglia, Peppino Spadaro, Renato Chiantoni, Silvio Bagolini, Aristide Baghetti, Ada Dondini, Sergio Tofano.

 

giamburrasca-tofano.jpg

 

altre immagine di questo film le trovate su Photocinema

 

Gian burrasca (sceneggiato TV)

Immenso, bellissimo, divertentissimo, ispirato, da conservare, da rivedere. È inutile aggiungere altro. 

 

 

 

Gian burrasca (film con Alvaro Vitali)


 

Gian burrasca (musical su canale 5)


http://pad.mymovies.it/filmclub/2011/07/021/imm.jpg

 

 

 

Ci fu poi, nel 2002 anche un remake televisivo su Canale 5 che, volendo utilizzare le parole (che condivido) di  Lina Wertmuller, la regista che nel ' 64 firmò lo sceneggiato tv, "sembra piuttosto una marmellata televisiva».

 

Protagonisti di quella "cosa" erano Duccio Cecchi, Gianburrasca, Gerry Scotti ovvero il padre di Gian Burrasca, Katia Ricciarelli la madre, Antonella Elia, Ambra Angiolini e Alessia Mancini le sorelle, Enrico Beruschi l' avvocato Varalli. Tra gli altri interpreti anche Davide Mengacci, Roberto Ciufoli, Wilma De Angelis, Umberto Smaila e Nadia Rinaldi.

Rita Pavone era aveva il tripli ruolo di ideatrice dello show, voce narrante e anche dell' odiosa direttrice dell' istituto (nella parte che fu di Bice Valori). Qui, sull'archivio storico del Corriere,  troverete un bell'articolo completo sul programma.

 

 

 

 

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15 gennaio 2013 2 15 /01 /gennaio /2013 15:56

Serie TV a cartoni animati prodotta in Cecoslovacchia dagli storici studi di animazione Krátký Film Praha, Studio Bratri V Triku e Barrandov Studio per la Ceskoslovenska Televizie Praha, creata ed animata dal disegnatore ceco Zdenek Smetana.

 

Giunchino è una specie di piccolo elfo verde,  inquieto, curioso come una scimmia che quando scende la notte ascolta  i segreti di un cielo stellato e delle varie costellazioniche e con esse e anche con le creature del bosco, spesso, instaura poetiche relazioni.

Vive nello stagno di Brcálník che è avvolto in una nebbia fitta e magica  e che di sera svela le  cose meravigliose che accadono lì. 

Giunchino, nella traduzione italiana, è una serie a cartoni animati  con storie  molto esilaranti che appartengono al repertorio favolistico  che tanto amano i bambini prima di andare al letto.

 

 

 

http://www.radioservis-as.cz/archiv04/0204/images/02_02.jpg

 

E’ formata da quattro stagioni ma soltanto la prima è edita in Italia, trasmessa sulla Rete Due a partire dal 24 Gennaio 1980 alle ore 17:20.
La prima stagione (1975) è intitolata "Rákosnícek A Hvezdy" ("Rákosnícek e le Stelle") ed è formata da 13 episodi della durata di circa 7 minuti ciascuno.

 

 

 


 

 

 

Elenco dei titoli degli episodi trasmessi in Italia (Prima Stagione):
01) Giunchino e il Gran Carro
02) Giunchino e la Costellazione dell'Aquila
03) Giunchino e la Costellazione della Bilancia
04) Giunchino e l'Acquario
05) Giunchino e la Stella Polare
06) Giunchino e la Costellazione del Cancro
07) Giunchino e il Cane Minore e il Cane Maggiore
08) Giunchino e la Costellazione del Cigno
09) Giunchino e la Via Lattea
10) Giunchino e la Costellazione del Sagittario
11) ???
12) ???
13) Giunchino e le Stelle Tornano a Casa

 

 

 

 

 


 

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